la vendetta dei sith

Questa la dedico alla bella serata di venerdì, a memoria dei posteri, anche se la canzone in sottofondo mi spingerebbe a percorrere ben altri sentieri..

La Vendetta Dei Sith

Il messaggio sul telefono mi sciorina il programma della serata, con un’enfasi che non riesco a condividere: dopo la delusione del primo episodio e il distacco verso il secondo, mi preparo a questo Episodio Tre con la stessa emozione con cui vado a tagliarmi i capelli.
Per La Minaccia Fantasma non è stato così, ricordo come alzavo la testa al capoccione lucido di Darth Vader che sovrastava l’insegna dell’Odeon di Leicester Square, e mi ripetevo “ancora una settimana, dai!”. Poi la sala piena, il ciccione fumettaro dei Simpson seduto accanto che sputazzava popcorn e rideva come un matto, gli sbadigli delle mie aspettative davanti all’odioso cocker spaziale tirato su a corsi di lingue De Agostini dalle pagine mischiate.
Un susseguirsi di pugnalate al mito mi avevano preparato a quest’ultimo episodio, mi sono presentato al bar della stazione con le tasche piene di “I have a bad feeling about this”, ma speravo che ci fosse un limite alle vaccate.
Sia chiaro, è solo un film, non puoi pretendere che ti cambi la vita, ma io Quel Guerre Stellari Là l’ho visto a Natale al cinema di Novi Ligure, in una sala che ora neanche esiste più, e dopo ventotto anni me lo ricordo come se fosse successo un paio d’ore fa. Sono pochi i film che mi si sono annidati in testa con la stessa pertinacia, questo ha pilotato la mia infanzia ed è stato la causa di tutto quello che sono ora. Perché fatico a innamorarmi di una ragazza, se non per la paura inconscia che questa in un futuro non troppo lontano si riveli come mia sorella? Perché ancora oggi ho un rapporto travagliato con mio padre, diffido delle persone che ansimano, tento di spostare gli oggetti con la forza del pensiero, non sopporto proprio questi Jawas, creature disgustose?
Per non parlare del mio primo rapporto sessuale, quando ho sfoderato la spada laser esclamando “Che la Forza sia con me!”.
Insomma, sono uno di quelli che si offendono quando gli si tocca il mito, e venerdì, quando si sono riaccese le luci, ero incazzato, mugugnavo per conto mio in attesa che qualcuno mi desse l’opportunità di sfogarmi.

– Beh, nonostante qualche ingenuità, credo che sia il migliore dei tre – azzarda un amico, che mi fa capire che a casa sua si guarda troppa televisione.
E mi salta il tappo.
– Io credo che sia la porcata più grossa che ho visto in tutta la mia vita – esagero, ma ho bisogno di picchiare forte. E forse non ho neanche esagerato troppo, se uno sconosciuto davanti a me, con lo stesso livore dipinto in volto, alza la mano e replica “mi associo”.
Da dove cominciare a demolire? Dal montaggio con la motosega o dai dialoghi imbarazzanti?

Partiamo da quello che mi è piaciuto, che si fa presto. Ho visto una continuità di stile che mi ha sorpreso, dopo le linee esageratamente futuristiche dell’Episodio I c’è un percorso logico che arriva a fondersi coi mezzi scassati della trilogia classica, le navicelle contengono le linee dei mezzi che seguiranno, è un bel colpo d’occhio.
Ho trovato una regia attenta nelle sequenze di battaglia, come già nell’episodio precedente, ma non ce l’ho l’occhio per questi aspetti tecnici, può essere che mi sbaglio e che Lucas diriga i film come Pezzali scrive le canzoni.

Poi gli aspetti negativi, il montaggio che passa da un duello a un dialogo seguendo la prassi del “tagliamolo sul più bello così prolunghiamo la suspance”, senza rendersi conto che non basta un bisturi per fare un chirurgo, e da due che si menano di colpo ti trovi in un salotto anni 70 però spaziale a guardare gli unici ologrammi seduti della storia del cinema di fantascienza.
E questo sarebbe il meno, Lucas l’ha sempre detto di non essere capace a gestirsi più trame, infatti l’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno Dello Jedi portano la firma di un altro regista.
Ma i dialoghi! La recitazione! Io volevo vedere il terzo episodio di una saga che conta appassionati in tutto il mondo, non Star Wars For Dummies, qui ogni situazione veniva anticipata di un quarto d’ora, sottolineata e ripetuta affinché tutti i lobotomizzati in sala potessero avere ben chiaro in testa chi fosse il cattivo, chi il buono, chi il personaggio bisognoso di uno psicanalista. Perché con tutti gli autori in gamba che ci sono a Hollywood Lucas ha dovuto far scrivere il film allo sceneggiatore dei Teletubbies?
Se l’avesse fatto recitare a dei fustini di detersivo, poi, avrebbe ottenuto maggiore espressività, ochei il belloccio col nome difficile che interpreta Anakin, lui si sa che l’hanno preso solo per l’aspetto, è l’Alan Ford del film, passiamoci sopra, ma Ewan Mc Gregor mi pareva che sapesse recitare, Samuel Jackson son sicuro di averlo visto interpretare un personaggio qualche volta, perfino Natalie Portman ha avuto i suoi novanta minuti di credibilità, perché se li metti davanti a uno schermo blu assumono tutti l’espressione drammatica di Paperoga?

“Devo darti una notizia bellissima”, dice il peperone che un tempo è stato Natalie Portman, “sono incinta”. Il cespo di lattuga che le sta di fronte scuote leggermente le foglie, manifestando il proprio tormento, poi fissa il vuoto, o forse ha solo dimenticato la battuta e cerca il gobbo, chissà.

Poi? Pesco a caso, ce ne sarebbe da riempire più di un post, c’è un droide con la tosse (come se la curerà, con una latta di olio per auto?) che sfodera quattro spade laser. Nel primo episodio Darth Maul ne aveva una doppia, se tanto mi dà tanto arriveremo a un ipotetico Episodio IX dove il nipote di Luke Skywalker combatterà il famigerato Polipo Spaziale Dei Sith e le sue ventiquattro lame di energia; c’è la trasformazione del cancelliere Palpatine in Malvagio Culo Rugoso, per poi tornare a essere, nella trilogia classica, un vecchio con gli occhi rossi e la voce da tabagista; c’è la tanto attesa spiegazione sul perché D3-BO, il droide dorato, non ricordi di essere mai stato su Tatooine (Episodio IV) benché sia stato costruito proprio lì all’inizio dell’Episodio I: “Generale Antilles, le affido questi due droidi, faccia cancellare la memoria del droide protocollare”. Punto.

Grazie George Lucas, a scrivere una storia così ero capace anch’io.

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