la signora che non capiva il telepass

Il casello di Isola del Cantone ha due entrate, su quella a destra c’è un grosso cartello giallo con scritto Telepass, sull’altra la scritta è più piccola, l’entrata gestisce anche gli utenti sprovvisti di tale apparecchio, e il cartello deve ospitare entrambe le indicazioni. Non è un concetto difficile da capire.
La signora davanti a me, però, appare in difficoltà. Forse crede che la scritta Telepass più piccola indichi un minore funzionamento, e si ostina a voler entrare a destra, dove però la corsia è occupata da un’auto con bagagliaio aperto e due tizi accanto.
Sta lì e aspetta che i due facciano qualcosa di diverso dal parlottare davanti all’automobile, e io dietro aspetto che qualche Nume intervenga sul suo cervello primitivo e la faccia decidere per la corsia libera.
Finalmente l’evoluzione ha il suo corso, e l’ominide seduto alla guida della Panda torna ad essere una signora di mezza età, che si avvede dell’ingresso libero ed entra in autostrada, con me al seguito.

Una volta dentro mi ritrovo in quella che sembra una corsa di camion a rimorchio. Non espongono numeri sulle fiancate, immagino sia clandestina. Un autoarticolato trasportante due grossi container mi sorpassa ai centoventi, tallonato stretto da una bisarca piena di fiatpunto.
Mi metto prudentemente a destra, dietro la signora con la Panda, che il mio solito culo ha voluto farmi incontrare ancora, e insieme procediamo alla folle velocità dei sessantacinque all’ora, fino all’uscita di Vignole Borbera.
Qui le nostre strade si dividono, lei prosegue verso destinazione ignota, io esco diretto alle mie faccende.

Il viaggio di ritorno è più tranquillo, ho anche il tempo di pensare ad alcune verità fondamentali:

– Un conto è parlare al telefono, un altro voltarsi e SBADABAM!
– Il 1861 fu un anno terribile per l’Irlanda.
– Una delle scene più belle da quando leggo i fumetti è quando il Joker ammazza Robin a sprangate.
– Certe volte ho l’impressione che la mia testa perda colpi, o forse ha ragione Battiato, i pensieri associativi sono dannosi.

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