do you realize this world is totally fugazi?

Sei a Milano, non importa a fare cosa, diciamo che capiti da quelle parti e ti viene voglia di andare a vedere il Cenacolo di Leonardo. Lo hai studiato a scuola, l’hai usato per la tua rubrica domenicale di arte, sei già stato lì sotto a guardarlo con la bocca aperta diverse volte, ma ti fa piacere ogni tanto fare la fila e tornare a buttarci un occhio.

Quando entri nella sala rimani sconcertato, l’affresco è sempre al suo posto, i colori sono quelli che ricordavi, ma i personaggi hanno cambiato posizione! Non è un cambiamento radicale, ti ci vuole un momento per accorgertene, ma è evidente che è successo qualcosa. Ora gli apostoli parlottano fra loro, qualcuno beve il caffè, qualcuno l’amaro, Gesù sta chiedendo il conto al cameriere. Gli affreschi non cambiano posizione così, dall’oggi al domani, di una cosa simile ne avrebbero parlato i giornali di tutto il mondo per mesi, invece qui sembra che tu sia l’unico ad averlo notato.

Con tutti i puntini esclamativi dritti in testa ti volti verso la coppia di tedeschi vicino a te, e la signora in sandali e calzini sembra capire il tuo stupore, ma non lo condivide, ti sorride sorniona, come a metterti al corrente di una specie di segreto.
Non va bene, Ai Confini Della Realtà lo trasmetteva italia uno d’estate in seconda serata, tanti anni fa, nessuno ne ha mai vissuto un episodio in pieno centro a Milano.
Cioè, andrebbe bene se con te ci fosse un supereroe a caso e ti trovasti a litigarci, ma questa è un’altra storia, non ci sono aerei invisibili parcheggiati in strada; qui si vivono situazioni normali, o almeno è quello che credevi un momento fa. Hai bisogno di ancorarti alla realtà, ti avvicini alla comitiva di giapponesi e indichi loro la parete con l’affresco:
“Avete visto cos’è successo? È incredibile!”.
“Kutabare!” ti rispondono gli omini gialli, riponendo in fretta la grossa borsa piena di scarpe e brandendo la macchina fotografica. Sei già soddisfatto di riscontrare una reazione normale in qualcuno, ma dura solo il tempo di scoprire che il loro obiettivo sei tu, ti si piazzano tutto intorno e ti scattano una bella foto.

Osservi ancora il dipinto sul muro, è una sensazione strana, ma adesso che ci hai fatto l’occhio c’è una parte di te che non ci vede niente di incredibile, il seguito ideale all’Ultima Cena è per forza l’Ammazzacaffè.

Ragione e sentimento, una voce nella testa si chiede come hai fatto a finire in una situazione del genere, deliziosamente irreale, la osserva dall’esterno, disegna diagrammi in un quadernino nero, l’altra chiude gli occhi e delimita un confine fra sé e il mondo, ascolta le mani sulla schiena raccontare una storia antica, torna lentamente a respirare.

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