cronache dal dopobomba

Palermo, ostello San Qualcosa che non ricordo, da qualche parte in mezzo al nulla. La città è stata bombardata stamattina, poco prima del nostro arrivo, ed è ormai ridotta a un cumulo di macerie, abitate da strani personaggi che ascoltano canzoni melodiche e girano in motorino senza casco. Solo questo complesso è rimasto in piedi, si tratta dell’ex casa dello studente, dalla cui sala internet vi trasmetto le mie sensazioni sul viaggio. Non so se ci sarà qualcuno a leggerle, non so come mai la città sia stata rasa al suolo, se la tragedia abbia colpito solo qui o su tutto il territorio. Forse è scoppiata la guerra mentre ero in treno e non me ne sono accrto, forse siete tutti morti. Il lato positivo è che posso anche dimenticarmi dei soldi che dovevo ai miei amici. E non dovrò preoccuparmi di cosa regalare al mio ritorno..

Espresso per Palermo. Il nostro vagone è sotto la giurisdizione del controllore Lee Van Cleef e del suo assistente Ciccio Tatuaggio. Il loro passatempo preferito è occupare il corridoio per riparare l’acqua dei bagni.
Chiedo se il bagno funziona, e il controllore Lee Van Cleef mi squadra come se fossi Clint Eastwood in un film di Sergio Leone, o il suo manager quando gli ha imposto di accettare il ruolo di protagonista in quello stupido telefilm di arti marziali.

– Ma cosa deve fare?
– Eh.. – rispondo confuso, non mi aspettavo di dover compilare un questionario.
– Deve fare la pipì? Perché se deve fare la pipì il bagno funziona.

Non oso chiedere in quali casi il bagno non sarebbe agibile, mi fa un po’ senso l’idea di Lee Van Cleef che mi parla del “bisogno grosso”.

Fa un freddo assassino, un cliente che somiglia a qualcuno che non ricordo va a lamentarsi col controllore.

– Fa freddo, non si può staccare l’aria condizionata?
– Ma io ho caldo – risponde Lee Van Cleef con occhi da pistolero.
– Lei ha caldo perché è agitato, e poi è in divisa, ma noi abbiamo freddo!

Vien fuori che l’aria condizionata non si può regolare, o sta accesa o spenta, ma spenta non si può, che Trenitalia ti fornisce il servizio di treno con aria condizionata, e se l’aria condizionata non c’è ti deve rimborsare il biglietto.
Se ti iberni invece no, tuttalpiù ti applica la tariffa “bagaglio”.

Con noi viaggia una coppia di adorabili vecchietti rincoglioniti. Lui è devastato dall’alzheimer, non si ricorda quello che gli è successo un minuto fa, mi regala un viaggio surreale.

– E’ già venuto in Sicilia?
– Si, ma avevo un anno.
– E’ stato a Palermo?
– No, a Catania.
– E’ bella Palermo, ma bisogna stare attenti.

Mi racconta di avere una casa in Piemonte, e ogni tanto fa confusione.

– Qui a Bussoleno ho una casa.
La moglie lo riprende: “Ma no, qui siamo a Messina, in Sicilia!”. E lui a me, pronto:
– E’ mai stato in Sicilia?
– No, mai.
– Palermo è bella, ma bisogna stare attenti.

Sono una coppia simpatica, ci raccontano dei loro figli, di quel che fanno a Genova, lui mi parla di quando c’era la guerra. Ad ogni stazione il discorso torna sul viaggio:

– Voi dove scendete?
– A Cefalù.
– E’ mai stato in Sicilia?
– Ci vivo.
– E’ bella Palermo, ma bisogna stare attenti.

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