la lontananza rafforza i cuori

Stasera sono a casa da solo, la ragazza per cui ho rinunciato a un’appagante vita da scapolo, con tutti i patemi e le tribolazioni che la contraddistinguevano, è tornata dai suoi genitori.
Nessun colpo di teatro nè toni isterici, siamo persone adulte, e da sempre le nostre discussioni hanno avuto l’aspetto di dibattiti civili più che di sfuriate. Era naturale che anche questa volta andasse così, e così è stato. Mi ha mandato un messaggio stamattina, che diceva semplicemente “stasera dormo a Sande. Togli la roba stesa”.

Nient’altro. Ochei, non pretendevo certo cuoricini e puccipucci, ci mancherebbe, ma ammetto che una parola in più per ribadire che in fondo dai, un pochino le spiace non dormire con me, l’aspettavo.

E così stasera sono di nuovo scapolo, con l’eccitante vantaggio di una casa tutta per me e il fastidio di doverla comunque dividere con dodici zampette pelose (in realtà sono otto zampette e quattro zampacce artigliate) e piene di richieste.

Cosa farò in tutto questo tempo? Come sfrutterò a fondo la mia serata di libertà dagli impegni domestici?
Per placare la coscienza che mi rimordeva ho sbrigato qualche faccenda, lavato i piatti, tolto la roba stesa, steso quella in lavatrice, comprato la pappa al quadrupede più grosso, e ho ancora tutta la serata davanti.

Le alternative non mancano, potrei guardarmi gundam, oppure sfondarmi le diottrie davanti a un videogioco a scelta, leggere un libro comodamente svaccato sul divano o provare a scrivere le mie memorie, o imparare il giapponese, checcazzonesò..

Però tant’è la mia fantasia slegata rifiuta d partire per il più ardito dei voli, e resta lì a grattarsi intorno alla ferita, rimarcandomi continuamente che porcamerda un messaggino meno perentorio me lo poteva anche mandare, eh? Che così uno riceve dei tagli all’autostima che sono difficilissimi da rimarginare, e col tempo possono causare lesioni ben più gravi, conducendo anche, tigiuro, all’omicidio preterintenzionale e alla strage a fini terroristici.

Mentre sono lì che mi cuocio nel rancore il telefono squilla, è arrivato un altro messaggio. Vado a vedere col cuore gonfio di speranza, e quando leggo il nome della mia fidanzata non c’è più traccia in me di pensieri negativi, neanche uno, neanche la traccia bavosa e appiccicaticcia che di solito lasciano negli animi che hanno attraversato, niente.
Immagino un paio di righe intrise di nostalgia, di voglia di avermi accanto mentre la notte si avvicina, e non riesco a trattenere una lacrimuccia di commozione.

“Hai ritirato la roba stesa? Ricordati di pagare l’affitto, che siamo già in ritardo.”

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probably the worst novelist in the world, supposing Federico Moccia was an alien. Vedi tutti gli articoli di grugef

6 responses to “la lontananza rafforza i cuori

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