..come vedere nello specchio riemergere un viso morto

Io ci proverei anche a scrivere due righe tanto per tenere aggiornato lo Spassky International Worldwide Fan Club, ma con la tele accesa che mi parla dell’imminente partita della nazionale e Marzia dietro che parla con sua sorella di un armadio parcheggiato nella nostra stanza del casino, è difficilissimo riuscire a concentrarsi.
Oppure non c’entrano niente le distrazioni esterne, e sono solo io che ho il cervello scassato dalle troppe botte in testa, è l’età, l’approssimarsi dell’andropausa, i troppi pensieri che mi si accavallano, la schizofrenia, vai a sapere..

Volevo raccontare un episodio capitatomi oggi, ma non so se ce la farò. Ero al lavoro, suonano, sbircio fuori e c’è una sagoma ovoidale vicina al cancello. Provo a chiedere al citofono chi è, ma il citofono non sa rispondermi, e la figura ovoidale non sa usare il citofono, e resta lì davanti al cancello con le mani appese alle sbarre.
Non posso farlo entrare, il mio capo non vuole che faccia entrare chicchessia senza essermi prima accertato che non sia a) un ladro; b) un piazzista; c) il ladro di prima mascherato da piazzista; d) la sua fidanzata in cerca di soldi per andare a comprarsi le scarpe.
Vado al cancello per parlare direttamente con la figura ovoidale in attesa, ma il cancello si apre da solo. No, non da solo, è il mio collega che esce prima che se ne sta andando, e la figura ovoidale ne approfitta per entrare.
Appena spunta nel cono di luce del riflettore lo riconosco, e non riesco a trattenere un grido.
Ha una faccia enorme, è pettinato come un Cugino di Campagna, il suo fisico riporta al Natale, ma non somiglia al vecchio che porta i regali, ha una forma più vicina al pandoro.

Alle mie spalle sento una voce che dice “Fallo entrare, è l’operaio di Crozza”. Il mio capo sapeva che aspettavamo la visita dell’Uomo Faccia, e gli è venuto incontro.
Però non lo conosce, quando questo gli chiede se si ricorda lui risponde no, non l’ha mai visto prima. Li osservo tremante, sono sconcertato che il mio capo non riesca a ricordare la sua facciona, eppure sarà stato bambino anche lui un tempo.
Quando l’ospite se ne va gli chiedo “Ma davvero non l’hai riconosciuto?”, e lui “No, perché, tu sai chi è?”
Cazzo, è il Babau! Mi ha minacciato per anni quando da bambino restavo in camera da solo, al buio! Me lo ricordo spuntare dall’anta dell’armadio rimasta aperta, o rumoreggiare sotto il letto, sempre con la stessa pettinatura vaporosa, e ridacchiare.
Il mio capo dice che a lui non è mai capitato, e mi lascia da solo a confrontarmi col mio terrore infantile.
Non che stia correndo qualche rischio, l’operaio se n’è andato senza neanche girarsi, ma non è del presente che ho paura. Io lo so che stanotte, quando spegnerò la luce e Marzia si sarà addormentata, lo sentirò grattare la porta del solaio, con la sua risatina malvagia, e non chiuderò più occhio.

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probably the worst novelist in the world, supposing Federico Moccia was an alien. Vedi tutti gli articoli di grugef

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E dimmelo dai, lo so che ci tieni!

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