le pablog au cinéma

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Di cosa si celi dietro la locandina di questo ennesimo film catastrofico ne ho già parlato qui, perciò è inutile che mi ripeta.

Voglio invece esprimere un giudizio critico a caldo, essendo appena uscito dalla sala dove veniva proiettato. Non so se riuscirò a tirare giù una bella recensione esaustiva, non sono Tullio Kezich (sebbene il suo commento “E’ un capolavoro!” sulla locandina di Mission Impossible 3 ridimensioni paurosamente le sue doti critiche), ma cercherò comunque di ricordarmi tutto quello che ho pensato durante la visione, e di riportarlo.locandina

Intanto dirò che mi è piaciuto, anche se ho visto di meglio: il mostro che demolisce Manhattan non ha l’introspezione psicologica che troviamo in certe pellicole di Kieslowski, e anche l’intreccio sentimentale fra i protagonisti non regge il confronto con la tragica relazione fra Anna Karenina e il suo giovane ufficiale. Però dai, la storia è breve e non si dilunga a spiegare perché all’improvviso debba saltare fuori dal nulla un mostrone incazzatissimo che spacca tutto, succede e basta, e funziona.

C’è tanta adrenalina, tanta azione e tanti movimenti di camera a spalla da farti venire il mal di stomaco, ma alla lunga sei preso dal racconto e non ti accorgi più che stai per vomitare come sui calcinculo.

Ci sono le cazzate di rito, che comunque in un film di mostri ti devi aspettare, perciò quando la bellona di turno si dimentica di avere avuto per ore un tondino da calcestruzzo infilato in una spalla, e fa i centometripiani senza avere neanche il fiatone, non serve sbottare e dire “essì”, come è inutile lamentarsi perché la telecamera non si scarica mai e i protagonisti sono tutti indistruttibili, e vedono perfettamente al buio, e un palazzo crolla senza alzare praticamente polvere, e i telefoni prendono anche sottoterra, e i mostri giganteschi riescono a vederti anche se sei alto come una briciola di cracker sul pavimento e c’è tutto l’esercito degli Stati Uniti che gli sta sparando addosso, e oltre a vederti decidono che è proprio te che vogliono mangiarsi, e ci riescono pure, senza neanche usare le mani.

Mi è piaciuto, e la battuta più bella del film non è “Mangiava le persone“, ma questa (i nomi li ho sostituiti con delle x, per non rovinare la sorpresa):

– Xxxxx, Xxxxxxx.. Sono morti tutti!
– Lo so!

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2 responses to “le pablog au cinéma

E dimmelo dai, lo so che ci tieni!

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