and through foggy London town the sun was shining everywhere (2)

The John Snow

39 Broadwick Street

Uno dei pub più antichi della città, consigliato anche dalla Santa, ma noi ci andiamo solo per poterci bullare coi nostri amici lettori di George Martin. Jon Snow è infatti il nome di uno dei protagonisti (mi piace che lo spiego, come se avessi altri lettori oltre i soliti quattro, di cui tre sono gli amici di cui sopra), anche se non proprio la figura celebrata da questo pub. Il personaggio in questione, infatti, ha una sua pagina dedicata su wikipedia, e vi consiglio caldamente di andarvela a leggere, perché se aspettate che ve lo racconti io state freschi. Il pub sta nella media dei pub londinesi, pochi turisti, atmosfera tranquilla. Al ritorno in patria scopriamo che l’anno scorso il locale si è reso protagonista di un brutto episodio di omofobia, cui sono seguite le proteste della vasta comunità gay cittadina, e la sua successiva colorita reazione.

The White Horse
16 Newburgh Street
Questo locale si trova a due passi dal John Snow, e a differenza del primo offre anche il classico menu da pub per chi vuole aver qualcosa di solido da vomitare dopo la sesta pinta.

Appartiene alla catena dei Nicholson’s, che si vanta di offrire buona cucina e ospitalità in locali che si distinguono uno dall’altro per la loro storia e cazziemazzi.

Marzia si butta sul fish & chips, io preferisco evitare i fritti e mi prendo un roast shropshire chicken (mezzo pollo arrosto senza tante pretese) con le patatine e la salsa peri peri che sa di bruciato. E altre due birre, che ci fanno tornare in albergo belli allegrotti.

Da qui in avanti stabiliamo che gli spostamenti in autobus per i rientri in camera sono preferibili a quelli in metro, che ti lascia più distante di un bel po’.

National Gallery

C’è poco da dire, i musei londinesi sono fichi. Intanto non ti chiedono soldi per entrare, si limitano a suggerire un obolo di 4£ all’ingresso e uno di 1£ per la mappa, ma non sei obbligato, e neanche ti guardano male se fai finta di niente e tiri dritto. Poi non sono pieni di roba da doverti prendere due giorni per girarli o essere costretto a scelte dolorose, in un paio d’ore la National Gallery l’hai vista tutta, e hai pure di che lamentarti perché alcune sale erano chiuse. Dico, al Louvre avrei pagato per trovare chiusa un’intera ala del museo, che mi sentivo i piedi caprini da tanto avevo camminato, qui ho fatto anche la faccia seccata e sono andato dal guardiano a chiedere spiegazioni e lui non ha capito bene o più probabilmente io non mi sono spiegato, ma c’è una forte possibilità che fosse proprio rincoglionito di suo, perché mentre mi spiegava che la sala alle sue spalle era chiusa perché non c’era personale sufficiente per controllarle tutte, guarda te che brutta influenza che gira ‘sti giorni, una signora si è intrufolata fra le transenne e se n’è andata a spasso da sola fra le tele; immediatamente un altro guardiano è intervenuto a farla uscire, e quando ha ripreso il mio interlocutore con un tono cazzofai questo non l’ha minimamente cagato e ha continuato a ripetermi che poverini i suoi colleghi tutti a casa con la febbre.

Comunque le opere principali erano tutte visibili, e a me bastava il piccolo Renoir vicino alla porta, davanti al quale ho meditato per i soliti dieci minuti con un sorriso scemo in faccia.

Covent Garden
Una delle piazze più visitate della città, anche se probabilmente non la più bella. Il quartiere circostante è quello che preferisco in assoluto, pieno di stradine e negozietti, dove la massa di turisti si spalma, rendendosi pressoché invisibile. Ci puoi trovare la boutique esclusiva dove la tua fidanzata si ferma in preda a convulsioni, ma anche il negozio di giochi da tavolo con le ricariche di Munchkin (Steve Jackson è un genio del male). La piazza in sé è carina, c’è questo grosso edificio centrale che ricorda una stazione ferroviaria, ci sono gli artisti di strada che si cantano sopra uno con l’altro, c’è il teatro dell’opera e il museo della metropolitana dove puoi comprarti le mutande con scritto sopra Mind The Gap. E c’è tanta tanta gente. Brrrr!!

Muffinski’s
Covent Garden
5 King St
Piccola pasticceria di Covent Garden, la commessa è carina, la connessione wi-fi gratuita, il muffin alla banana e cioccolato non sa di molto, forse gli altri sapori sono migliori. Chissà. Date le condizioni in cui ci troviamo al momento di servirci del locale (e del suo gabinetto, i cazzo di cessi di Covent Garden erano chiusi quel giorno) non andiamo tanto per il sottile. Però il locale è gradevole, poteva andarci molto peggio.

 

The Adam & Eve
77a Wells Street,
Soho
Questo pub si trova appena sopra Oxford Street, e appena giri l’angolo sembra di essere in un’altra zona della città, non c’è più casino, anche perché non ci sono più negozi. L’aspetto del locale è più moderno del solito, odora di nuovo, i colori sono chiari, non c’è la tappezzeria della Famiglia Addams che trovi praticamente ovunque e non ti aspetti di venire ricevuto da Lurch come succede nella maggioranza dei casi. Il menu, al contrario, è piuttosto classico, preparato bene, la cameriera ha la facciona simpatica ed è molto gentile.

Annunci

Informazioni su grugef

probably the worst novelist in the world, supposing Federico Moccia was an alien. Vedi tutti gli articoli di grugef

5 responses to “and through foggy London town the sun was shining everywhere (2)

E dimmelo dai, lo so che ci tieni!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: