dubbing (nel senso di “avere dei dubbi”)

Domenica di un caldo maiale che anche solo l’idea di uscire fa sudare, e poi dove vuoi andare, che non c’è nessuno e finisci sempre per fare un passo a trovare i parenti, manco ne sentissi la mancanza, che già vederteli comparire su facebook ti fa venir voglia di emigrare, e allora te ne stai in casa, e pazienza se il cane si annoia, andrà in giardino ad abbaiare ai vicini, oh è un cane, non posso insegnargli a giocare a scacchi. Io invece prendo la tavoletta grafica e scarabocchio, poi carico su tumblr e faccio passare mezz’ora, poi faccio qualche lavoro in casa, e altro tempo lo tiro via così, ma è sempre poco, e la sensazione di stare buttando via la giornata è ancora presente. Tira di qua e sposta di là sono arrivate le settemmezza, ci starebbe bene guardarsi qualcosa, ma adesso che ho finito breaking bad non ho più niente da vedere, osservo il contenuto della cartella Video sperando che si materializzi qualche nuovo film stracazzuto, ma niente, c’è solo la storia del tizio sepolto vivo che telefona a tutti e manco sottoterra la smetti di cagare il cazzo, ma muori no?

Due case più giù della mia ci sta una tizia che ha disseminato il giardino di nanetti di Biancaneve. Altro che sette, ce ne saranno settanta, e siccome non trovava abbastanza di cattivo gusto questo trip disneyano ha pensato bene di aggiungere altre minchiate, farfallone di terracotta, coniglietti, bestioline carine e girandole luminose. Ma l’attentato ai sensi non si accanisce solo sulla vista: da un anno un cazzo di coniglietto di plastica fischia di approvazione ogni volta che ci transiti davanti, deve avere una fotocellula in bocca che reagisce al movimento, bei tempi quando ci tenevano le carote; e adesso, dato che non bastava un rompicazzo sonoro, è comparso un tenero gattino che emette un miagolio squaqquero come se l’avessero appena investito. Tu scendi dalla strada e senti nell’ordine “mieauw” e “fuit fuiuu!”, e mi chiedo quanto costerebbe farmi fare una schedina con una pila, una fotocellula e un aggeggio che riproduca dei suoni, e poi nasconderglielo sotto qualche nanetto, e fare in modo che quando ci passi davanti una voce incattivita tiri giù una grossa madonna.

Fra tre quarti d’ora comincia la partita dell’Italia, non sto più nella pelle al pensiero che dovrei farmi qualcosa da mangiare, oppure ordinare una pizza, chissà se me la portano ancora o inventano scuse puerili tipo che vogliono vedere la nazionale, ma d’altronde in frigo non ho neanche più i ragni col cappotto, cosa posso mangiare? Farmi invitare a cena non ne ho voglia, poi bisogna sostenere delle conversazioni, non so neanche più se sono capace. Meno male che domani lavoro, questi fine settimana mi ammazzano.

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