Our house in the middle of our street

Allora, credo di dover raccontare qualcosa dei miei progressi con la nuova vita da single, ve l’avevo promesso, so che ci tenete. Ogni tanto mi scrive qualcuno che vuol sapere a che punto sono, se ho firmato il contratto, se ho cominciato il trasloco, e io mi sento anche lusingato, che è bello avere dei fans così premurosi. Poi ho scoperto che è mio padre dalla Thailandia, fra una settimana torna e non vuole ritrovarmi ancora in casa sua.

Comunque la novità grossa è che ieri ho finalmente ricevuto il mio mazzo di chiavi e ho potuto prendere le misure dell’appartamento.

Ma facciamo un passo indietro.

Ho trovato questo trilocale più bagno al secondo piano di una palazzina di due piani nel quartiere dove sono cresciuto, sopra di me il solaio, sotto una signora che credo sia morta l’anno scorso e nessuno si è ancora preso la briga di andarla a scrostare dal pavimento, affitto basso e stanze ampie. Niente spese di amministrazione. Il padrone di casa mi conosce e non vuole neanche la caparra.

Bene! Direte voi. E anch’io ho detto così quando l’ho saputo, pensando ingenuamente che avrei potuto traslocarci dentro in un paio di settimane al massimo, sfruttando nel frattempo la casa di mio padre che tanto è in ferie fino a fine febbraio.

Ferie Fino Fine Febbraio Fa Fico.

Non è andata proprio così, dopo un mese e passa dovevo ancora firmare il contratto, e il padrone di casa se ne stava placido al bar sotto casa a leggere la Gazzetta Dello Sport, strabattendosene altamente di me, del contratto, delle chiavi di casa e dei lavori da fare in bagno, che pare sia tipo esplosa la fogna o non so bene, e bisognerebbe chiamare un idraulico prima che subentri il nuovo inquilino, che sarei per l’appunto io.

È l’inconveniente di avere a che fare con un padrone di casa vecchissimo e ricchissimo e pigrissimo, un incrocio fra Zio Paperone e Cicciodinonnapapera, che preferisce pagare le tasse su una casa vuota che attraversare la strada per andare dal commercialista a fargli preparare il contratto di affitto. Aggiungete poi che la firma sul foglio deve mettercela lui, ma anche un paio di suoi consanguinei altrettanto maturi e scattanti, dislocati lungo la Riviera Ligure, e capite bene perché le chiavi dell’appartamento le ho ottenute un mese e passa dopo la conferma.

Adesso però ce l’ho, e ieri sera sono entrato con piglio bellicoso e un metro in mano per stimare le dimensioni dei vani e non presentarmi fra qualche giorno con un armadio che è bello, ma per farcelo stare devi tenerlo inclinato.

L’odore di fogna permeava l’appartamento, segno che l’idraulico aveva fatto il proprio dovere, e le pareti erano nere di muffa, segno che prima dell’idraulico nessuno ha calpestato quei pavimenti per un anno e mezzo, e le finestre non si aprono da sole tranne in Paranormal Activity, credo, mi sembra strano che il fantasma si accanisca solo sulla porta della camera da letto. Nel caso sarebbe facile, vai a dormire in salotto e ciao.

Nel mio caso il salotto non c’è, e neanche la camera da letto. Ci sono due stanze, una più larga dell’altra, con porta e finestra sul lato corto, cosa che mi obbligherà a sbattermi per trovare una sistemazione consona all’armadio, che non ho ancora, ma facciamo finta che.

Non è una brutta notizia, ci sono delle camere a ponte con letto e armadio dallo stesso lato, che dovrebbero risolvere il problema, oppure potrei farmi una camera da letto molto larga e un salotto piccolino, ma credo che a parte le spiegazioni psicanalitiche servirebbe a poco.

Poi ci sono le notizie fighe:

il solaio è già attrezzato per metterci una camera degli ospiti, manca giusto di decidere come scaldarla, ma c’è anche una canna fumaria, al limite si mette una stufetta a legna;

la cantina è dotata di scaffalature per bottiglie di vino e attrezzatura da imbottigliamento. È un segno divino: lì deve sorgere una tavernetta;

stamattina mi hanno attaccato la luce e in una decina di giorni mi metteranno pure la linea telefonica, perciò mi vedo già seduto per terra al freddo a scaricare illegalmente ogni genere di vaccata, proprio come ai vecchi tempi.

Restano da postare le foto che ho scattato stasera col telefono, che sono solo quattro e riguardano tre stanze, che la quarta non ha la lampadina e col telefono non si capiva se stavo fotografando una stanza vuota o l’interno della mia testa.

Prossimamente aggiungerò altre foto per documentare l’andamento dei lavori e le stanze ancora assenti, per il momento sentitevi liberi di suggerire colori e soluzioni, il cantiere è aperto!

 

our house in the middle of our street

 

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