a caval donato

Cose che i tuoi familiari insistono nel regalarti perché ne avrai sicuramente bisogno nella casa nuova anche se continui a dire di no e passi pure per ingrato:

  • il servizio di tazzine da caffè coi fiorellini che era della nonna che l’aveva comprato al supermercato, ma era della nonna epperciò ha un valore sentimentale inestimabile e me ne privo solo perché sei il mio primogenito e stai per compiere un passo importante nella tua formazione e sarebbe anche ora, che hai quarantun’anni, e non dire che non te ne fai niente, lo so che sono gialle e sbeccate e fanno orrore, ma sono della nonna e hanno un valore eccetera eccetera;
  • il servizio di piatti dell’ikea da tipo quarantasette persone però piccolissime, che io un piatto piano che riesco a prendere comodamente nel palmo aperto non l’avevo mai trovato. Il palmo della mia mano destra, da pollice a mignolo, misura 23 cm. Il piatto piano del servizio dell’ikea che ho in casa ne misura meno. Il piatto fondo è più piccolo, ovvio, e una porzione di spaghetti da dieta etiope scappa tutta dai lati;
  • la caffettiera da tre, anche se abito da solo. Oltretutto stava nella credenza da millenni, e quando l’ho aperta per metterci l’acqua ne è uscita una roba marrone e densa che appena ha toccato il pavimento è corsa a nascondersi sotto la cucina. Non credo sia pericolosa, ma nel dubbio stanotte mi chiudo in camera;
  • tovaglie, tovaglioli, asciugamani di tutte le misure, strofinacci e panni per togliere la polvere. Tutti accomunati dal bordo sfilacciato e da misteriose macchie scure qua e là, che anni di detersivi non sono riusciti a tirare via. Promemoria: meglio nasconderli quando inviterò il mio amico della scientifica a mostrarmi come funziona il luminol;
  • monumentale pentola per la pasta, così grande che a casa di tua madre stava in un armadio apposito, in cantina. Adesso sta in un armadio apposito in cucina, ci ha guadagnato, ma adesso io devo comprarmi un altro mobile, e non so dove metterlo, e temo che mi toccherà buttare giù una parete;
  • tagliere in plastica “per tagliare il salame!”. “Ma ne ho già uno! E me ne hai anche regalato uno di legno insieme al set di coltelli che non mi servivano ma che hai voluto sbolognarmi a tutti i costi!”. “Si, ma quello puoi usarlo per i formaggi, questo invece ci tagli il salame, che è più pratico!”. “Ma è orrendo!”. “Sei pieno di balle, prendilo che poi ti troverai ad averne bisogno!”;
  • tazzona in plastica verde “per la colazione”. Che ne ho già una di ceramica da anni, me la sono portata via durante il trasloco, la faccio lì la colazione, no? No. Ci vuole. E vabbè, Jack ha bisogno di una ciotola per l’acqua;
  • mug viola con le casette disegnate. Lo ripeto: mug viola con le casette disegnate, cazzo. Ma mi hai già dato la tazzona di plastica verde, e non faccio colazione neanche in quella, cosa me ne faccio di una tazza più piccola e talmente infantile che mio nipote di cinque anni la butterebbe per terra per la vergogna? Sto per farlo io al suo posto, poi mi viene in mente che ho un bagno col pavimento verde pistacchio e le pareti a fiori gialli, e non ho ancora recuperato il bicchiere per lo spazzolino. Che figata, ci sta da dio!

 

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9 responses to “a caval donato

E dimmelo dai, lo so che ci tieni!

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