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pochi ma buoni (?)

Nel breve intervallo di tempo che sta fra l’ora in cui esco dal lavoro e quella in cui devo rientrare, dopo avere adempiuto ai necessari riti di mezzogiorno, tipo abbuffarmi come un suino e leggere le notizie del giorno, mi decido a rompere il muro di silenzio che mi ero costruito intorno, e scrivo due righe, tanto per dare un segno di vita. Giusto un segno, che qui vivere è una parola grossa, che ho i polmoni che sembrano dei fusti di diossina, pieni di roba gialla che espello lasciando una scia, da Pollicino maleducato.

Ho cambiato lavoro, va abbastanza bene, mi pagano meglio, mi pagano con puntualità, non mi rompono le palle, e i colleghi sono persone, che rispetto ai mammiferi ongulati di prima è un bel passo avanti. Per dire, quando rivolgo loro la parola non mi grugniscono in faccia, c’è di che essere entusiasti.

Il pici continua a darmi problemi, ogni tanto si pianta, ogni tanto mi dice una cosa in bianco su fondo blu che mi fa perdere le speranze, ma nel complesso, da quando ho formattato tutto e l’ho liberato di tante porcherie, funziona, e per ora mi basta.

Che altro? E’ il 17 maggio, domani sono partito per militare, qualche giorno fa sono tornato, ogni giorno di questo mese mi fa venire in mente qualcosa, ma la maggior parte delle volte non ricordo più che cosa dovevo tenere a mente, e mi gratto la testa perplesso. Ho la sensazione che sia comunque meglio ora che non mi ricordo le date importanti, di quando le ricordavo. Evidentemente non erano poi così importanti.

A proposito di date importanti, a gennaio faremo gli anni in tre in famiglia, ed è una grossa novità, perché di solito eravamo solo in due a celebrare il compleanno. Bello, eh?

E poi non mi viene in mente altro con cui aggiornare queste pagine, anche perché mi si è posata sulla spalla una cornacchia, e sta leggendo quello che scrivo, e mi inibisce un po’.
Mi sento come Odino, che aveva i corvi sulle spalle, o Irene, che ci teneva due gufi.

E sballottato di qua e di là, ma è perché ho due lavori e mi riposo molto poco. Stasera per esempio non ci andrei alle Cappe a vedere Cibileca che suona il basso, che ci sarà un mucchio di gente e non ho voglia di confusione, e poi si tornerà tardi, e domani devo alzarmi presto che al lavoro sono anche da solo, però il mio senso del dovere mi impone di muovere il culo e andare, e se non è il senso del dovere è il Subcomandante Cornacchia a spronarmi a parolacce, e quella non la zittisci neanche se la imbavagli.

Torno al lavoro, sono di buonumore, sebbene parecchio afono.

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