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dalla Gazzetta Dello Sport

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come quando fuori piove quattro per otto uguale trentadue

Ecco, io stasera mi sarei messo qui a scrivere due righe sugli ultimi avvenimenti trascorsi in quel di Renzi, magari copiare gli appunti sulle vacanze in Sicilia e metterli su Acapistrani, che giace tutto solo e abbandonato e fa pena vederlo così, se ci fossero anche le ragnatele sarebbe uguale alla mia stanza.
Solo che stasera esco, per carità, non che mi spiaccia uscire, me lo vedo il lettore che in quanto lettore legge e pensa “vabbè, chi te lo fa fare, non è che dici che stasera non scrivi niente perché devi andare a fare il turno di notte alla fabbrica di zampironi, dici che esci, e io mi immagino che ti vedrai con gli amici e insieme andrete a caricarvi come somari in qualche bettola del centro storico”. Io lettori così devo dire la verità, mi fanno un po’ senso, se riescono a pensare delle frasi così lunghe, il mio massimo sono i monosillabi, si no e il più frequente di tutti eh?
Dicevo che stasera esco un po’, vado a fare del bene alla gente che ne ha bisogno, ci sono persone al mio paese che sono malate e hanno bisogno di assistenza, a quella medica pensa il medico, a quella spirituale il parroco, a quella spiritosa ci penso io, vado lì e racconto due barzellette, giusto per far vedere che non sono arrivato lì per scroccare lo zibibbobuonissimo, poi scrocco lo zibibbobuonissimo, mi stendo sul divano con la scusa di vedere un film e lì collasso fino all’ora di tornare a casa. Non russo per educazione.
Che ci volete fare, sono un altruista, rinuncio volentieri alla consueta partita a San Andreas se è per una buona causa, anche se ho finito la missione all’aeroporto e voglio vedere come finisce quella della scorta al furgone. Mi rendo conto che ci sono valori più importanti, l’amore per il prossimo, la solidarietà al gatto, la bottiglia di zibibbobuonissimo, il Genoa.
“Che c’entra il Genoa?”, si chiederà qualcuno. C’entra c’entra, perché al di là che oggi ho pagato i biglietti per la trasferta di Ravenna, al di là che mi è arrivato l’abbonamento di nord e c’è scritto sopra Serie A Tim, che non c’è niente da ridere guardate che vi vedo, al di là che dovrebbe restare anche Stellone, di Scarpi mi frega meno a me piace più Gazzoli, al di là che mille euro di multa per aver detto che Carraro è un bastardo, e domenica vorrei che tutto lo stadio cantasse che Carraro è un galantuomo e sua moglie una virtuosa, e voglio vedere se così non si sente preso per il culo il doppio e in più non può neanche attaccarsi a qualcosa glielo suggerirei volentieri io a cosa, al di là che la partita di recupero ce la fanno giocare a Monza di giovedì pomeriggio sti figli di una esseerreelle di tierreoie, tutte cose che è difficile lasciarle fuori dalla porta e dalla testa, te le porti dietro come i capelli, come la scia nauseabonda dopo una settimana di campeggio senza la doccia nè il deodorante, al di là di tutto oggi è giovedì e mi viene il dubbio che stasera su telecittà ci sia il buon vecchio pinuccio, e guardacaso a casa della persona che sta male poverina e va accudita poverina non c’è molto da vedere, che i suoi film sono pochi, i miei li abbiamo già visti, i cento passi li ha ancora andrea, spero, sennò vuol dire che l’ho perso e allora mi cruccerei assai, che dopo la vacanza in sicilia sono in astinenza da accenti palermitani. In più il sangue dell’accudita e quello dell’accudente sono colorati delle stesse due tinte rosso e blu, il che facilita di molto le cose.
E intanto si son già fatte le ottoeventi, e se non ci do una botta diventa irrilevante che pinuccio ci sia o no, che tanto arriverei tardi per vederlo, per cui saluto tutti e pianto lì.


raggi di sole che non ti aspetti

Qualche leggera meteoropatia non potrà fermare lo spirito indomito del prode Cavalier Pablotto; liberatosi in fretta degli strascichi melanconici di troppo cinema d’essai, superato l’ostacolo di un’impaginazione capricciosa, il nostro eroe dava alla luce la quarta puntata di Fegato di Merluzzo, per la gioia dei buongustai lettori di acapistrani. Sarà la strabiliante vittoria in trasferta della sua squadra del cuore, che si proietta sicura verso l’obiettivo prefissato, portare in A tutta la città, oppure sarà l’innovazione tecnologica al lavoro che mi permette di nutrirmi finalmente con pasti caldi e ascoltare la radio, sarà l’arrivo della primavera e ciò che porta con sè, oh da qualche tempo mi ritrovo volentieri con word aperto davanti a tirar giù fili dalla testa e ricamarci parole, e mi fa sentire bene, come una mano che mi sfiora leggera nel buio, un sorriso fiducioso in una strada affollata, una voce come muschio.
Mi sento come se stessi mantenendo una promessa.