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“I am Vinz Clortho, Keymaster of Gozer, are you the Gatekeeper?”

E questo era il titolo che volevo usare per un post comune, dedicato ai numerosi che avevano raggiunto il mio blog cercando parole tipo “brigata speloncia” o “origini di devil”. Poi la mia attenzione è stata attratta da qualcosa di più urgente: mi sono trovato un nido di calabroni in solaio!
Non un nido piccolo, piuttosto una roba delle dimensioni di una grossa oca, pieno di insetti all’apparenza pacifici, ma troppo grandi per provare a stuzzicarli. Che fare?

Inutile consultarsi col Subcomandante Marzia, secondo lei non c’è bisogno di intervenire, basta lasciarli stare lì, dopotutto non l’hanno mai punta, poverini..
Ho provato a chiamare i vigili del fuoco, ma mi hanno detto che loro non si occupano più di disinfestazione, ora bisogna chiedere all’Asl.
Ho chiamato l’Asl. La centralinista andava di fretta e mi ha chiesto da dove chiamo, poi mi ha passato un interno.
Qui un tizio mi ha interrotto dicendo che loro si occupano di vaccinazioni. No, neanche a me sembra una buona idea catturare ogni singolo calabrone e fargli una puntura, molto meglio cercare altrove.
Richiamo la centralinista di prima e le chiedo di passarmi l’ufficio ambiente, o qualcosa di simile.
E’ sempre scoglionata, mi passa un altro ufficio dove faccio squillare a vuoto una decina di minuti.
Non provo più a richiamare, sarebbe inutile. Cerco il numero di un disinfestatore privato, ma non mi risponde nessuno.
Allora chiedo a mio padre, che mi suggerisce di farmelo da me.
Certo, rispondo, basta avere sottomano l’occorrente, qualcosa che faccia del fumo con cui allontanare gli insetti, un sacco per metterci dentro il favo, una siringa piena di cortisone e un defibrillatore in caso di punture.. Meglio cercare ancora.
Mia sorella ha avuto un problema analogo, ma erano api, e stavano in giardino, e il giorno dopo sono andate via da sole.
Mia madre mi suggerisce di chiedere a un ragazzo del paese che alleva api, forse ha l’attrezzatura per proteggersi e farselo da soli.
Nel frattempo trovo il numero della Asl che si occupa di questi problemi, e chiamo.
Mi dice uno che loro non lo fanno, chiedere ai vigili del fuoco. Ancora? Guardi che sono stati loro a dirmi di chiamare qui! Mi suggerisce di telefonare a un gruppo di ex vigili del fuoco, membri in pensione della protezione civile e volontari, che si occupano di queste cose a un prezzo abbordabile, che le imprese di disinfestazione sono carissime.
Mi dà il numero. Risponde una signora anziana che si tiene sul vago, dice che l’interessato non c’è, che mi farà richiamare.
Qualche ora dopo mi squilla il cellulare, una voce camuffata mi dice “Fra dieci minuti in stazione, binario tre, in fondo al marciapiede. Vieni solo.”
Dieci minuti sono lì, ci sono alcune persone che aspettano il diretto per Genova. Le supero e arrivo fino in fondo al marciapiede. Un tizio con gli occhiali scuri mi segue. Ha un sigaro in bocca. Immagino che sia lui il mio contatto, oppure sono di nuovo incappato in un maniaco.
Mi lascio raggiungere ostentando indifferenza, è proprio lui. Mi parla sottovoce, forse teme che abbia addosso qualche cimice. Si sa, quando hai in casa un gatto è facile prendersi dei parassiti.
“Mi chiamo John Smith, per gli amici Hannibal. Posso risolvere il suo problema”.
“Buongiorno, mi chiamo Pablo, ho dei calabroni in solaio. Come operate voialtri?”
“Siamo in quattro: io, Murdock, Sberla e Baracus. Arriviamo, affumichiamo ed estirpiamo il problema alla radice”.
“E se tornano?”
“Non tornano, abbiamo un sistema sicuro per dissuaderli. Facciamo saltare il solaio con una carica di esplosivo”.
“Mi sembra un po’ drastico. quanto costate?”
“L’intervento si aggira intorno ai 250 euri”.
Minchia! Mi costa di meno una puntura di cortisone e un defibrillatore, grazie. Dico al tizio che non se ne fa niente e lo guardo salire sul treno con l’aria scontenta. Semmai lo chiamerò quando in solaio ci farà il nido un tirannosauro. No no, niente da fare, me ne occuperò io con mezzi artigianali come facevano i nonni. Nel caso qualcosa dovesse andare storto non mantenete questo blog aperto in mia memoria, e soprattutto NON VENITE AL MIO FUNERALE CON LA MIA FACCIA STAMPATA SULLA MAGLIETTA!
Per la cronaca, Devil ha acquisito i suoi superpoteri da piccolo, quando per salvare un vecchio che stava per essere travolto da un camion è stato investito da una sostanza radioattiva, che lo ha reso cieco e gli ha accentuato gli altri sensi. Quando suo padre è stato ucciso dai cattivi lui ha deciso di diventare un paladino della giustizia, si è fatto chiamare Daredevil e quando non fa l’avvocato cerca di complicare la vita al signore del crimine di New York, Kingpin.


e il treno io l’ho preso e ho fatto bene

Come sempre la mia vita è un’altalena continua fra la più depressa routine e un’attività tanto frenetica da sfiorare il disturbo psichico. Trascorro settimane senza scrivere una riga, perché non c’è una sola riga da riempire col racconto delle mie giornate, e di colpo ne devo dire tante che non so da dove cominciare.

Parlo di quel calcio che col calcio ha sempre meno a che vedere? Ne avrei da raccontare, dai tre punti che ci hanno finalmente tolto, alla vittoria straordinaria col Monza, all’altrettanto straordinaria sconfitta con la Sambenedettese che ci porta diretti a giocarci la promozione nei play off. Potrei infierire sulla dignità di certi giocatori, che qui non si parla di condizione fisica o di qualità tecniche, ma solo della dignità richiesta per indossare una maglia così importante, e di come sia triste, per non dire meschino, centellinare il proprio impegno in campo a seconda dei casi. Ma non vado oltre, che davvero non ne vale la pena. Spero di vederli tutti indagati, prima o poi.

O racconto delle vacanze di Pasqua, dei pranzi sui monti, delle abbuffate con gli amici, delle foto propagandistiche dell’Ejercito Cadigattista, della mia personale Marcia Su Roma?

Facciamo così, vi racconto una storia che parla di treni. Comincia un venerdì pomeriggio, dalla stazione di Genova Brignole, quando due ragazzi con una borsa trovano il loro posto in uno scompartimento dell’intercity Torino-Salerno. Inutile descrivere i due ragazzi, siamo naturalmente il Subcomandante Marzia ed io, ma posso parlare degli altri personaggi che popolano lo scompartimento: tre di essi sono avvocati, lo deduco dai loro discorsi. Stanno andando all’Isola D’Elba per una vacanza, ma non riescono a sganciarsi del tutto dalla propria occupazione, e fino a Livorno li sentiamo parlare di giurie, procedure, cavilli che alzano polvere solo a parlarne. Poi c’è una signora silenziosa, di cui non si può dire nulla, tanto è stata accurata nel non lasciare ricordi di sé. Sta seduta nel suo angolo, con un giornale anonimo davanti, non guarda nessuno, non parla a nessuno, aspetta la sua fermata con muta rassegnazione.

(Muta rassegnazione è un termine un po’ abusato, lo so, ma non sono uno scrittore, mi limito a pigiare sui tasti, e la differenza si vede. La prossima volta scriverò gelido inverno, e potrete insultarmi)

Lo scompartimento è freddo, o così sembra a noi, che siamo seduti davanti alle bocchette dell’aria condizionata, e indossiamo il minimo indispensabile per non essere denunciati per oltraggio al pudore. Come già raccontato la scorsa estate esiste una bizzarra regolamentazione riguardo all’aria condizionata sugli intercity, che ci obbliga a congelare. Potrei chedere delucidazione ai tre legulei, ma non si curano né di noi né della temperatura, sono tutti presi da “La Settimana Giuristica”, il giornale di giochi ed enigmi per laureati in giurisprudenza che uno di essi ha estratto dalla valigia. Stanno discutendo sul 13 orizzontale, “Lo dice chi rifiuta di rispondere all’interrogatorio”. La signora all’angolo non parla, non respira, forse è impagliata, forse già in avanzato stato di ibernazione, chissà.

Quando siamo dalle parti della Zona Tumultuosa, un luogo non meglio identificato fra Livorno e il Burkina Faso, decido che il supplemento intercity non è abbastanza economico per farmi accettare una bronchite senza lottare, e vado a spegnere l’aria condizionata.

Le mie straordinarie doti narrative avranno a questo punto acceso un grosso punto interrogativo nella testa di ognuno di voi cari lettori, e sono certo che vi starete domandando come fa un riconosciuto incapace come me a saper disattivare l’aria condizionata su un intercity, azione che richiede straordinaria abilità scassinatoria per aprire la serratura a brugola del pannello degli interruttori, eccezionale capacità mimetica per non farsi beccare dal controllore, elevata concentrazione per non scambiare il simbolo del refrigeratore con quello dell’autodistruzione. Io non so neanche vincere a bimbumbà perché mi do regolarmente dei pugni in faccia, non riesco a coordinarmi neanche per mettermi le dita nel naso, e cosa ne posso sapere di disattivare l’aria condizionata di un intercity, materia d’esame delle spie GLG-20, quelle impiegate per recuperare le testate nucleari sulla strada per Duschambe.

Ricordate quello che vi avevo raccontato lo scorso agosto, delle mie vacanze in Sicilia? Se siete di quelli che capitano qui cercando Brigata Speloncia, sicuramente no, ma gli altri forse rammentano delle mie disavventure con l’aria condizionata sui treni. Ebbene, nel viaggio di ritorno si presentò lo stesso problema, e già stavamo accendendo un falò nello scompartimento, quando un intraprendente professore palermitano, uno che sembrava più un rapinatore di diligenze che un insegnante di storia dell’arte, mi introdusse ai segreti del chiavistello.

(“Mi introdusse ai segreti del chiavistello” starebbe benissimo in un racconto erotico, se qualcuno volesse scriverne uno sarò lieto di cedergli il copyright)

Mi raccontò della scuola della strada che ebbe a imparare nel suo quartiere malfamato, di quando un giorno si e uno anche gli entravano i ladri in casa, e dopo aver rubato tutto il rubabile presero a sfotterlo cambiandogli la serratura mentre era fuori. Venni a sapere delle difficoltà a farsi allacciare abusivamente acqua, gas, elettricità e tv via cavo, tanto che fu costretto a farlo da sé, e di come tutte queste esperienze l’avessero reso un Arsenio Lupin de noatri.
Ascoltavo il mio mentore e assorbivo tutte quelle nozioni che sapevo un giorno mi sarebbero tornate utili. Lo accompagnai al pannello elettrico e studiai minuziosamente i rapidi movimenti con cui vinse la resistenza della diabolica brugola, imparai la sottile differenza fra il simbolo dell’aria condizionata e quello della dispersione di sostanze tossiche all’interno del vagone, compresi i movimenti ciclici dei controllori di tutta la rete trenitalia, sempre gli stessi, e di come sia possibile rivolgerli a proprio vantaggio per tutta una serie di portogheserie.

Ecco perché venerdì pomeriggio non sono schiattato di freddo, e ho potuto raggiungere la stazione di Roma Termini in tenuta estiva e non vestito come un inuit, acclamato dai miei compagni di viaggio come si conviene a un salvatore, braccato dalle forze dell’ordine su rotaia come il più accanito dei rivoluzionari, osservato con sospetto dall’ambigua categoria dei cuccettisti, che non si sa bene da che parte stiano.

Nel viaggio di ritorno non c’è stato bisogno di ricorrere all’antica arte della manomissione, i nostri posti erano verso il corridoio, non risentivamo del nefasto effetto del condizionatore.
In compenso siamo stati torturati per cinque ore da un altoparlante da concerto rock, che ci ricordava a ogni fermata che stavamo arrivando a destinazione con cinque minuti di ritardo, che la coincidenza con Trondidio arriverà e partirà dal binario 47 anziché 2, che l’intercity per Milano sta messo peggio di noi perché è dietro e non lo facciamo passare così impara haha.
Purtroppo il mio insegnante di illecitudini mi spiegò solo come disattivare l’aria condizionata, per preservarmi i timpani non ho potuto fare altro che infilarmi un giornale arrotolato nelle orecchie.


referrers

Non avrei voluto scrivere altro, ma un’occhiata ai referrers mi ha spinto a cambiare idea. Vado subito al sodo, che ne vale la pena.

Sveva Sagramola nuda. Sempre lei, ormai è un mito. Quasi quasi apro un altro blog e fondo lo Sveva Sagramola Nuda Fans Club. Magari spargo la voce per vedere se qualcuno ha voglia di partecipare, e chiedo a Hardla se si occupa del template..

Brigata Speloncia. Saranno i brigatisti speloncini a visitarmi? E se sono davvero loro, leggeranno quel che scrivo sulla tifoseria organizzata rossoblù? E se lo leggono, lo apprezzeranno? E se, come immagino, non lo apprezzano, avranno mai pensato a rispondermi? E se hanno pensato a rispondermi, saranno in grado di formulare una frase di senso compiuto che non sia “Ti rompo la faccia bastardo”?

Cori Genoa. “Mi ricordo quand’ero bambinooo/ Sognavo una maglia e un pallooon/ Sentendo la curva che cantaaa/ Io provo la stessa emoziooon/ Ed ecco che il Genoa entra in campooo/ Fortissimo batte il mio cuooor/ Mi trema la voce e son certooo/ Che il Genoa è il mio unico amooor”

Giusy nuda. E anche il Leprotto Milcaro, via. Se qualcuno avesse una foto che ritrae insieme questi due eclettici conduttori di trasmissioni musicali pomeridiane, meglio se in atteggiamenti equivoci, è pregato di inviarmele. Giuro che le posterò immediatamente.

Mario e Pippo Santonastaso. Due cabarettisti che a naso classificherei negli anni ottanta. Qui alcune loro foto.

Berlusconi checca. Beh, non so, se ne sono dette tante.. Certo, se venisse fuori che anche lui è un “mezzi-mezzi” la sua coalizione dovrebbe rimangiarsi tutto quello che ha detto sul candidato di Rifondazione.

Evviva Vittorio Mangano. Vabbè, dai, cambiamo argomento. E poi tu che sei capitato sul mio blog cercando queste parole ricordati che io sono una persona perbene, mentre tu sei un elettore di centrosinistra.

Falso finto. Dunque, un falso finto dovrebbe essere un falso, ma essendo finto come falso si dovrebbe cosiderare un’opera autentica, da non confondere col finto falso, che è l’imitazione di un falso, quindi una copia di una copia di un originale.

Foto zozze. Mi inviti a nozze, caro amico. Ti suggerisco di cercare qui, poi qui, e se non ti basta ancora qui.

Gli orecchioni possono causare infertilità? Diliberto ha due aquiloni ai lati della testa, e in rete non sono riuscito a trovare notizie su sue possibili discendenze. Vuoi vedere che è vero?

Installatori ochei su ghiaccio. L’ochei su ghiaccio è quella disciplina che permette di dare il proprio assenso mentre ci si trova su superfici scivolose. Funziona così: Un incaricato detto “installatore” vi prende e vi porta in mezzo a una pista di pattinaggio su ghiaccio, se non se ne ha una a disposizione va benissimo anche un lago ghiacciato, purché solido. Qualcuno, dal bordo, vi sottopone delle domande, alle quali dovete dare il vostro assenso all’americana, cioè alzando il pollice di una mano e dicendo forte “occhei!”. Una volta terminato il gioco l’installatore viene a riprendervi e vi porta al riparo, dove qualcuno potrebbe offrirvi una cioccolata calda.

Mi fai vedere le bambine nude di 13 anni. No.

Miriana Travisan. Cugina della nota miss, non ebbe lo stesso successo, perché quando dovette iscriversi al concorso per eleggere la più bella d’Italia fece confusione col modulo e si iscrisse a un corso di ingegneria meccanica for dummies. Sua cugina ha avuto fortuna e successo, lei costruisce presse industriali in uno stabilimento di Orgosolo.

Omini di Cro Magnon. Sono i progenitori dei Puffi.

Quaquaraquà, Don Pablo, film. Ho capito, si tratta del mediocre film del regista messicano Victorio Las Zapatas “Un Otro Mexicano Presidente”, uscito sulla scia del filone “Un Mexicano”. Su quest’ultimo, molto più famoso, non occorre che spenda parole, ma se qualcuno volesse maggiori delucidazioni può visitare il blog di Seaweeds e sperare che prima o poi si decida a ripubblicarne la biografia. Ma torniamo alla bieca imitazione di cui sopra. In questa squallida pellicola il protagonista, Pedro Gutierrez, una specie di Mr.Bean locale, decide di candidarsi presidente del proprio paese, e fonda il partito ” Forza Quaquaraquà”. Fra figuracce a livello internazionale e una pessima gestione del proprio governo, il povero Pedro verrà cacciato a calci nel culo dai cittadini infuriati. Somiglia un po’ al quadro politico italiano, solo che lì c’è un lieto fine.

Salto sul pisello. Se la cosa ti diverte, perché no? Solo cerca di non ferirlo, un mio amico ha dovuto farcisi dare tre punti, e adesso lo chiamano tutti “lo sfregiato”.


referrers

Ragazzi, quanta soddisfazione mi danno i miei referrers!
Siamo solo al 9 febbraio e già le persone che capitano qui tramite motore di ricerca mi stupiscono per la loro immaginazione.

Dominano come sempre i cercatori di Sveva Sagramola nuda. Di schifosi pervertiti ne ho conosciuti tanti, ma certi eccessi mi disturbano ancora.

Seguono a ruota quelli di Brigata Speloncia. È da un po’ che non parlo di loro, o degli altri allegroni dell’Ottavio Barbieri. Devo dire che nelle ultime settimane hanno dimostrato una certa civiltà, non hanno picchiato chi sosteneva Preziosi, non hanno cercato di andare a sparare alla propria moglie, non hanno assaltato le tifoserie avversarie. Ochei, si sono fatti multare per avere introdotto e acceso fuochi d’artificio allo stadio durante l’ultima partita, ma siamo sinceri, è stata l’unica cosa bella che si è vista in campo in novanta minuti! Continuate così, ragazzi.

Alessandra Lazzari non so chi sia, non ho voglia di cercarla su guggol. Se qualcuno la conosce può segnalarmelo, provvederò a includere una sua breve biografia in uno dei prossimi post, a uso dei malcapitati visitatori.

C’è anche, fra i miei visitatori, chi ha cercato “confini” mignanego busalla. Dovrebbe rivolgersi al catasto comunale, credo che lì sappiano qualcosa di più, io posso solo immaginare. Dunque, così a spanne dovrebbero essere dalle parti dell’ospedale di Busalla, sai dove c’è quella baracca che si vede dalla statale? Da lì prosegui verso il Passo dei Giovi, quando arrivi al traliccio dell’alta tensione (non il primo, il secondo) chiedi.

“formaggi norvegesi” Roma. Ma Roma è la marca dei formaggi norvegesi? Non mi stupisce, in Francia ho trovato una Pizzeria Milano che mostrava sull’insegna la Torre di Pisa e il Colosseo.

“Quarantaquattro gatti” pina. Questa la lascio all’esperto, il Dott.Hardla. Io davvero non saprei cosa rispondere. È forse una sequenza inedita di un Fantozzi, dove la moglie del protagonista intonava l’allegro motivetto con risultati discutibili?

“tradivo mio marito”. Anche lui, se proprio lo vuoi sapere. Con tua cugina.

“>Cara democrazia fossati eugenio“. Si, è la nuova canzone del cantante che ha scritto anche Una Notte In Italia. Ha cantato anche una canzone con quello che canta Extraterrestre, Ivano Finardi.

Qualche coraggioso ha chiesto consigli per “>cena romantica Novi Ligure“. Spero di non dovermi mai trovare in una situazione analoga, il posto più romantico di Novi è il rettilineo di Barbellotta, non tanto per l’atmosfera evocativa, quanto per il numero di “distributrici a pagamento di pratici surrogati del rapporto amoroso”. Voglio comunque tentare di dare una mano: se doveste trovarvi a Novi Ligure con una ragazza desiderosa di romanticherie, e fosse tosto l’ora di cena, ecco un paio di soluzioni rapide:
1. Panino al bowling, partitella a ping pong per digerire ed elegante infratto presso l’attiguo motel. Parcheggio in comune, molto comodo;
2. Cena alla pizzeria di cui mi sfugge il nome, quella al primo piano di un orrendo edificio, dove una sera con gli amici abbiamo festeggiato il compleanno dell’uomo nero, e infratto nel viale del cimitero, che non dovrebbe distare molto. In alternativa c’è il posteggio della piscina comunale, ma attenti a non incappare nei Cabiddu, famigerata famiglia mafiosa che imperversa in quella zona;
3. Aperitivo da Carletto, la pasticceria di Via Girardengo. Dopo non è prevista alcuna copula, il culo ve lo fanno loro a tutti e due quando vi presentano il conto.

Insidie nella testa. È quando canti una canzone che ti gira lì per lì, e per qualche subdola associazione di idee ti ritrovi a pensare a quella sera in cui sei tornato a casa e hai trovato tua moglie appesa alla spalliera del letto, con uno sconosciuto che le schiacciava i punti neri sulla schiena.

Paolo scopa. Beato lui.

Spassky, 18 febbraio. È quando ho scritto quel dialogo su quello che ci prova con quella fidanzata, e tutatuntratto entrano i Monty Python. 


chiavi di ricerca

Giustamente, sono giorni che non scrivo più niente, con cosa vado ad aggiornare il mio blog abbandonato? Con un po’ di fatti miei da tramandare ai posteri, tipo la partita di Coppa Italia di ieri? No, abbiamo perso 4 a 1, non c’è niente da dire se non che il mio quasi omonimo Renzetti è bravo e la squadra ha giocato secondo me piuttosto bene. Vabbè, ma ha perso, pensa se giocava male. Si, ma erano i ragazzini, mica la prima squadra, e dai distinti si vede troppo meglio che dalla nord, ma vuoi mettere l’entusiasmo?
Allora cosa racconto in questa pagina? Parlo di un po’ d’attualità? Commento la situazione politica in cui versa questo povero paese? Mi sa di no, se devo incazzarmi preferisco che sia verso qualcuno che posso offendere.
Allora me la prendo con la giunta comunale, che manda i vigili a fare multe per divieti di sosta parecchio discutibili, mentre cinquanta metri più in là madri in attesa dei figli che escono da scuola seminano il caos parcheggiando in tripla fila in mezzo alla statale; e aggiungo che ha smesso di nevicare da una settimana, ma ancora siamo sepolti perché nessuno ha avuto ancora il buon senso di far muovere un paio di ruspe. A Busalla, che dista pochi chilometri da qui, sembra che non sia mai caduto un grammo di neve, da tanto le strade sono pulite..
Ma volevo parlare di qualcos’altro, ho sbirciato la mia pagina di shinystat, e ho trovato delle perle nella sezione “chiavi di ricerca”.
Sembra che il primo posto questo mese lo abbia guadagnato la Brigata Speloncia, una fazione ultras della gradinata che sono solito frequentare. Non so se i suoi membri sappiano leggere, quindi non sono certo che le persone capitate qui siano effettivamente membri di tale brigata, o più semplicemente estranei in cerca di maggiori informazioni su detto gruppo. Del tipo “chissà se quell’individuo arrestato con due pistole mentre andava a sparare alla moglie è anche un appassionato di uncinetto?”.
Al secondo posto, stabile, i cacciatori di foto nude di Sveva Sagramola. Non c’è davvero limite al trash.. Ammetto però che a suon di leggere di tali perversioni, una certa curiosità è venuta anche a me. Ma sarà davvero così bella sotto quei maglioni a collo alto?
Segue la solita Oriana Fallaci, intramontabile, soprattutto nelle feste. E’ uscito un cofanetto coi suoi ultimi libri, se qualcuno avesse voglia di regalarmelo sarei felice di radiarlo dalla lista delle mie conoscenze.
Arrivano poi le new entry, e qui si sguazza davvero:
diventato donna“. Beh, qualche volta una insufficiente igiene intima può portare a certi inconvenienti. Suggerisco di lasciare a bagno nell’aceto per un paio di giorni la parte interessata. Areare prima di soggiornarvi.
ricette per cucinare i peperoni“. Si prende un peperone, lo si fa scaldare sulla stufa finchè la pelle diventa nera, quindi si rimette il peperone in frigo e ci si precipita al pronto soccorso a farsi medicare la mano ustionata, e la prossima volta si lascia ai fornelli la fidanzata, e si aspetta nell’altra stanza davanti alla pleistescio.
canzoncine sugli angioletti. Angiolini fate piano/ad entrar nella capanna/ c’è Gesù che fa la nanna./ Se vedeste com’è bello, / piccolino bianco e rosa / sulla paglia egli riposa..
Il resto l’ho dimenticato, mi spiace, ma cercate di capire, me l’hanno insegnata in terza elementare.
cartello parcheggio riservato invalidi posto. Trovo questa che domanda molto assurda è. Molto potente lato oscuro in lui è, molto attento dovrai tu essere.
cena romantica fano. Non facciamo discriminazioni, sono certo che anche a Fano si possono consumare delle cene romantiche, il mio amico Polmone di Cuccurano giura di averne consumate moltissime.
Adesso vado a mangiare, casomai continuo dopo..