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vento d’estate

Quando comincia la bella stagione mi capita di trovarmi in macchina in viaggio verso Genova, e finire improvvisamente imbottigliato in una di quelle code che sai quando ci entri e non sai quando ci esci, e non è mai una bella sensazione. All’inizio magari si, abbassi i finestrini, ascolti l’allegro cinguettio dei gas di scarico del camion alla tua destra, e speri di cavartela con dieci minuti di ritardo, ma ci sono delle volte in cui scopri che ce ne devi aggiungere qualcuno di più prima di arrivare a destinazione.
Io per esempio l’altra sera ce ne ho aggiunti centodieci. Due ore per andare da Ronco a Nervi, e va bene che si chiama Nervi, ma non significa che deve per forza farmici arrivare nevrastenico. Aggiungete poi una buona mezz’ora per arrivare a San Desiderio, che quando comincia a farsi l’ora di cena e sei a stomaco vuoto e sei inscatolato in macchina da ore, è più di un santodesiderio, somiglia a una specie di allucinazione mistica.

Io lo so chi è che provoca le code, ne ho anche già parlato da qualche parte qui sopra, probabilmente in una stagione simile a questa, sono i Milanesi Che Vanno Al Mare. Sono la categoria peggiore che esista, anche più dei famigerati Tedeschi In Gita Sul Lago. Se dovessi stilare una classifica dei mezzi di trasporto più lenti che si possano incontrare per strada questa vedrebbe i Tedeschi In Gita Sul Lago soltanto secondi, e il Carro Dei Monatti addirittura terzo. I primi sono sempre loro, i maledetti Milanesi Che Vanno Al Mare, sfreccianti giù per la A7 nei rettilinei fino a Serravalle, ora ribattezzata Serravalleautlet, cauti nelle prime curve fino a Busalla, paralizzati nel tortuoso tratto appenninico. Non importa che siedano su macchine dotate di ogni sicurezza, dall’abs alle ruote cingolate, ogni volta che incontrano una curva, sebbene di lieve entità, frenano in corsia di sorpasso, scalano quinta seconda, avanzano ai quindici all’ora nonsisamai metti che dietro la curva si apre un baratro pieno di coccodrilli un camion ribaltato in fiamme un chiosco abusivo di gelati o piadine, che quelli delle piadine sono inarrestabili, li aprono ovunque, in continua concorrenza con l’arabo dei kebab. E tu dietro non puoi far altro che assecondarli, maledicendo l’ingegnere della motorizzazione che li ha patentati, e aspettare che si degnino di liberare la corsia e andare a parcheggiare nelle apposite piazzole.
Ma no, loro possiedono auto di cilindrata a sedici zeri e prezzo a ventiquattro, non si abbasserebbero mai a occupare la corsia di destra, non è sufficientemente nobile per i loro lussuosi e potenti veicoli, così mostrano tutta la propria incapacità nella corsia più esterna, impedendo il sorpasso a chi si trova dietro.
Quando dietro ci sono solo io pazienza, mi tolgo la soddisfazione di restituire loro gli abbaglianti con cui mi hanno allietato nel breve rettilineo qualche chilometro prima, e appena possibile mi gonfio come un tacchino facendomi strada con la mia modesta lanciaipsilon; ma quando dietro c’è tutta la Valle Scrivia, il Basso Piemonte e buona parte di Lombardia con qualche accenno di Svizzera, Francia e Germania, allora sono cazzi. Allora basta uno di questi figli di una tangenziale per paralizzare tutto il paralizzabile.

Questa considerazione la posto alla vigilia di un esodo che si prospetta lungo e difficoltoso, fino a Moneglia, in una domenica assolata e trafficata, ma soprattutto di ritorno da Moneglia, quando il uicchend lungo sarà agli sgoccioli, e tutti i Milanesi Che Vanno Al Mare si trasformeranno nei non meno pericolosi Milanesi Che Tornano Dal Mare, e si immetteranno in autostrada tutti insieme con le loro grosse macchine che non sanno stare a destra, e tutti vorranno sorpassare chi gli sta davanti, e si creerà un lunghissimo ingorgo nel quale, ci scommetto, verrà a trovarsi una piccola indifesa lanciaipsilon, che non aveva altra colpa che di essere stata invitata a un matrimonio in Riviera.

Stavolta però mi faccio furbo, mi porto dei fumetti e un panino.


guerrilla gardening

Ochei, non parlerò più delle disavventure della Juventus, anche perché, dopo che gli scandali hanno raggiunto anche i giocatori coinvolti nel calcioscommesse, resta soltanto la scoperta che dietro la morte di Gaetano Scirea c’era lo zampino di Bettega.

Non ne parlo ma ci godo.

Parlerò invece delle mie disavventure, che oggi si è capovolto un camion in autostrada, e si è creata una codona chilometrica, che mi ha obbligato a passare dai monti per arrivare a Busalla.
Al ritorno a casa ho trovato il Subcomandante sul piede di guerra.

– Merda! – mi ha gridato.
– Non l’ho rotta io, è stato il gatto! – mi sono subito difeso, credendo si riferisse al suo soprammobile preferito, una testa di Stalin di cristallo che fino a stamattina campeggiava sopra il caminetto. Non l’ho rotta io, davvero, è stato il gatto: lo inseguivo cercando di staccargli la molletta da bucato che gli avevo attaccato alla coda, ed è saltato sulla mensola del caminetto, abbattendo ogni cosa fra soffi e grida.

Evidentemente il Subcomandante non aveva ancora guardato nella buca in giardino dove erano nascoste le prove, perché mi ha chiesto “cos’altro hai rotto?”, alzando ancor di più la voce.

Detta così sembra che ogni giorno io rompa qualcosa, oltre le balle a chi mi sta intorno, ma non è così, un paio di volte si trattava di oggetti in bilico sul tavolo che ho urtato passando.
Che poi sul bordo del tavolo ce li avessi messi io per farmi posto quando mi preparavo un panino è un altro discorso.

Ma questo non c’entra col mio racconto, torniamo a oggi, quando sono tornato a casa e il Subcomandante mi ha gridato “Merda!”, e quando ho capito che non mi stava insultando le ho chiesto “A chi?”.

– All’orto! Merda! Tanta merda! Andiamo a prenderla!

Si riferiva all’orto da concimare, da quando ha deciso di rendersi indipendente dalla verdura capitalista dell’Iper è un continuo viavai di zappe, vanghe, trivelle e irrigatori pneumatici. E’ un mese che mi fa vangare quel quadrato di terra che abbiamo sotto casa, sembrava che volesse piantarci un baobab, poi si è presentata con un paio di piantine rachitiche, ma ciò non è bastato a placare le sue manie di grandezza. Oggi è stata la volta del letame.

Ci siamo caricati in macchina una conca che poteva contenere comodamente le deiezioni di tutti gli elefanti di Moira Orfei, e abbiamo raggiunto la stalla di Ugo, l’asino di famiglia.
Non vi racconto la fase di raccolta, ma dirò che è stata molto accurata, ho selezionato personalmente ogni singolo panino, scartando tutti quelli che non raggiungevano il chilo, avevano un colore pallido e un sapore troppo acquoso.

Al ritorno puzzavamo come il depuratore di Calcutta, ma il Subcomandante era soddisfatto del carico: se lo teneva in mano e lo guardava con occhi amorevoli.
Lo abbiamo scaricato nell’orto e l’abbiamo disperso per tutta l’area coltivabile. Il Subcomandante si è nuovamente montato la testa e ha indossato un completo di lino bianco, da latifondista, con tanto di doppietta a tracolla e sigaro. Io per assecondarla camminavo curvo e cantavo spirituals.

E’ stato allora che ha notato la buca.

– Cos’è quella?
– Quella quale? – ho chiesto terrorizzato.
– Quella buca enorme!
– Aahh queellaa!! Beeeh, potrebbe essere… una buca?
– Lo vedo che è una buca! Chi l’ha fatta? Cosa c’è dentro?
– Non saprei.. uno smottamento del terreno.. mi ha detto il vicino che qui sotto passa una faglia..
– Oddio! El Bastardo! C’è El Bastardo qui dentro! Con dei cocci di cristallo a forma di busto di Stalin!

E’ dalla prontezza di reazione che si riconosce il genio: mi sono gettato sul gatto, l’ho scrollato e gli ho urlato sul muso “Bruttofigliodiungatto! Cos’hai fatto del busto di Stalin? Eh? L’hai rotto e volevi nascondere le prove, vero? Siamo arrivati appena in tempo per coglierti sul fatto!”
Gli scossoni l’hanno risvegliato, ha risposto un “meow” confuso, ma non ha impietosito il Subcomandante, che cieco di rabbia gli è saltato addosso e l’ha infilato nuovamente nella buca.

– Stasera dormirai qui, traditore!
– Da te non ce lo saremmo mai aspettato – ho aggiunto, con un pelo sullo stomaco lungo così.

Domani El Bastardo sarà obbligato a scontare la pena lavorando nell’orto coi ceppi alle zampe, mentre io potrò starmene tutto il giorno in panciolle, a godermi il sole sorseggiando mojito.
E dire che all’inizio ero contrario ai gatti in casa!


speedy pablales

Gentile Utente,
La informiamo che la Sua linea telefonica è stata finalmente raggiunta dal fantastico adsl che Le permetterà di navigare a folli velocità fino a oggi inimmaginabili in un borgo di grebani come il Suo.
Per usufruire di tale fichissimo servizio deve collegare il modem adsl che certamente avrà provveduto ad acquistare, siccome è un babbeo e non ha voluto servirsi del nostro modem wireless che Le affidavamo in comodato d’uso per una vera miseria, pidocchioso che non è altro.
Cordiali saluti,
il responsabile adsl di libero.

– Urrà, urrà, abbiamo la linea! Attacca il modem, che navighiamo a palla!
– Quale modem?
– L’adsl! L’adsl che abbiamo.. Ommioddio! Non abbiamo ancora comprato il modem adsl! E come faccio adesso??
– Beh, potremmo per esempio andare a far la spesa, e già che siamo lì comprare un modem adsl..

Non sento il resto, sono già seduto in macchina attaccato al clacson, “Allora Subcomandante! Ti muovi o no???”

Non sarà così semplice, la vocina della mia esperienza me lo dice chiaramente, a voce alta per sovrastare il gran chiasso che ho in testa, che fa “adiesseelle! adiesseelle!”. Mi dice “Lo sai bene che quando aspetti con ansia una cosa alla fine non riesci a ottenerla prima di qualche giorno, vero?”. “Adiesseelle! Adiesseelle!”

Come volevasi dimostrare. All’ipermercato li hanno finiti. Torno a Busalla, ma tutti i negozi di informatica (tutti e uno) sono chiusi.
Provo da Trony, ce n’è uno a Busalla, che lo so che non è un vero Trony ma solo un negozio di stufe e televisioni mascherato da Trony, ma provo lo stesso, e la risposta è prrr.
Allora convinco il Subcomandante, che vorrebbe tornare a casa a mettere la spesa in frigo, ad accompagnarmi all’Unieuro a Bolzaneto, solo che a bolzaneto l’unieuro non c’è più, l’hanno spostata a Campi, dietro Castorama.
In questo posto preda di Parcheggio Selvaggio troviamo l’orrendo trespolo da ospedale per attaccarci la tele, ma di modem adsl neanche l’ombra. Hanno un router che ti permette di collegare anche il frigo, ma in rete non ti ci porta neanche se ce lo infili dentro a calci.
Il Subcomandante comincia ad avere il mal di testa da coda, ma io non demordo. La voce della mia esperienza mi ripete “Torna a casa finché puoi, è inutile, è tutto inutile!”, ma non la ascolto, e ripeto: “Fiumara!”. Il Sub mi fa eco: “Di sabato pomeriggio? Ma sei scemo?”, e la voce della mia esperienza strilla “Ommioddio! Moriremo tutti!”.
Inutile, sono deciso, voglio il modem adsl, voglio giocare con guggolearth e vedermi l’ombelico dallo spazio, voglio uccidere hardla a estenuanti partite in rete di age of empires, voglio guardare tutte quelle cose pesantissime da cui finora sono stato escluso, e le voglio ora!

Alla Fiumara incredibilmente non c’è casino, e non capiamo perché. Poi il Subcomandante si ricorda che nel pomeriggio gioca la Samp in casa, e questo spiega la vivibilità del centro commerciale con un semplice sillogismo: alla fiumara vanno tutti i gabibbi, tutti i gabibbi sono doriani, alla fiumara vanno tutti i doriani, e oggi sono allo stadio.
Da MediaWorld ne hanno uno, l’ultimo, nascosto dietro uno scaffale, coperto da cavetti e cartacce da un impiegato che se lo voleva portare a casa a fine turno. Non può farlo, perché me lo prendo io! Hahaha! Il mondo èmmio!

Torniamo a casa veloci come saette, e per tutto il viaggio minchiono la voce della mia esperienza facendole il verso: “Non ci riuscirai mai! Gnegnegne! Vaffanculo!”. Il Subcomandante mi guarda e non capisce, crede sia affetto da mal di testa da coda.

Arrivo a casa accendo il pici attacco il modem provo a connettermi niente.
Leggo le istruzioni riattacco il modem seguo le istruzioni passo passo provo a connettermi niente.
Il Subcomandante mi suggerisce passaggi che ho già fatto, mi prende il mouse e inizia a cliccare qua e là. Una vocina nella mia testa comincia a ridere con una mano davanti alla bocca. La sento lo stesso, prendo lei e il Subcomandante e li chiudo insieme in bagno.
Riapro solo per buttarci anche El Bastardo, che mi girava intorno elemosinando croccantini MeowMix (I want chicken I want liver MeowMix MeowMix please deliver).

Chiamo l’assistenza tecnica, una ragazza mi rivela che la linea non ce l’ho ancora, è stato uno scherzo bastardo dell’ufficio commerciale. Devo aspettare ancora qualche giorno.

Piango sottovoce, per non farmi sentire dalla voce della mia esperienza, che è chiusa in bagno a raccontare le mie figure di merda al Subcomandante che se la ride. El Bastardo invece protesta con lunghi miagolii incazzati.


referrers

Ragazzi, quanta soddisfazione mi danno i miei referrers!
Siamo solo al 9 febbraio e già le persone che capitano qui tramite motore di ricerca mi stupiscono per la loro immaginazione.

Dominano come sempre i cercatori di Sveva Sagramola nuda. Di schifosi pervertiti ne ho conosciuti tanti, ma certi eccessi mi disturbano ancora.

Seguono a ruota quelli di Brigata Speloncia. È da un po’ che non parlo di loro, o degli altri allegroni dell’Ottavio Barbieri. Devo dire che nelle ultime settimane hanno dimostrato una certa civiltà, non hanno picchiato chi sosteneva Preziosi, non hanno cercato di andare a sparare alla propria moglie, non hanno assaltato le tifoserie avversarie. Ochei, si sono fatti multare per avere introdotto e acceso fuochi d’artificio allo stadio durante l’ultima partita, ma siamo sinceri, è stata l’unica cosa bella che si è vista in campo in novanta minuti! Continuate così, ragazzi.

Alessandra Lazzari non so chi sia, non ho voglia di cercarla su guggol. Se qualcuno la conosce può segnalarmelo, provvederò a includere una sua breve biografia in uno dei prossimi post, a uso dei malcapitati visitatori.

C’è anche, fra i miei visitatori, chi ha cercato “confini” mignanego busalla. Dovrebbe rivolgersi al catasto comunale, credo che lì sappiano qualcosa di più, io posso solo immaginare. Dunque, così a spanne dovrebbero essere dalle parti dell’ospedale di Busalla, sai dove c’è quella baracca che si vede dalla statale? Da lì prosegui verso il Passo dei Giovi, quando arrivi al traliccio dell’alta tensione (non il primo, il secondo) chiedi.

“formaggi norvegesi” Roma. Ma Roma è la marca dei formaggi norvegesi? Non mi stupisce, in Francia ho trovato una Pizzeria Milano che mostrava sull’insegna la Torre di Pisa e il Colosseo.

“Quarantaquattro gatti” pina. Questa la lascio all’esperto, il Dott.Hardla. Io davvero non saprei cosa rispondere. È forse una sequenza inedita di un Fantozzi, dove la moglie del protagonista intonava l’allegro motivetto con risultati discutibili?

“tradivo mio marito”. Anche lui, se proprio lo vuoi sapere. Con tua cugina.

“>Cara democrazia fossati eugenio“. Si, è la nuova canzone del cantante che ha scritto anche Una Notte In Italia. Ha cantato anche una canzone con quello che canta Extraterrestre, Ivano Finardi.

Qualche coraggioso ha chiesto consigli per “>cena romantica Novi Ligure“. Spero di non dovermi mai trovare in una situazione analoga, il posto più romantico di Novi è il rettilineo di Barbellotta, non tanto per l’atmosfera evocativa, quanto per il numero di “distributrici a pagamento di pratici surrogati del rapporto amoroso”. Voglio comunque tentare di dare una mano: se doveste trovarvi a Novi Ligure con una ragazza desiderosa di romanticherie, e fosse tosto l’ora di cena, ecco un paio di soluzioni rapide:
1. Panino al bowling, partitella a ping pong per digerire ed elegante infratto presso l’attiguo motel. Parcheggio in comune, molto comodo;
2. Cena alla pizzeria di cui mi sfugge il nome, quella al primo piano di un orrendo edificio, dove una sera con gli amici abbiamo festeggiato il compleanno dell’uomo nero, e infratto nel viale del cimitero, che non dovrebbe distare molto. In alternativa c’è il posteggio della piscina comunale, ma attenti a non incappare nei Cabiddu, famigerata famiglia mafiosa che imperversa in quella zona;
3. Aperitivo da Carletto, la pasticceria di Via Girardengo. Dopo non è prevista alcuna copula, il culo ve lo fanno loro a tutti e due quando vi presentano il conto.

Insidie nella testa. È quando canti una canzone che ti gira lì per lì, e per qualche subdola associazione di idee ti ritrovi a pensare a quella sera in cui sei tornato a casa e hai trovato tua moglie appesa alla spalliera del letto, con uno sconosciuto che le schiacciava i punti neri sulla schiena.

Paolo scopa. Beato lui.

Spassky, 18 febbraio. È quando ho scritto quel dialogo su quello che ci prova con quella fidanzata, e tutatuntratto entrano i Monty Python. 


chiavi di ricerca

Giustamente, sono giorni che non scrivo più niente, con cosa vado ad aggiornare il mio blog abbandonato? Con un po’ di fatti miei da tramandare ai posteri, tipo la partita di Coppa Italia di ieri? No, abbiamo perso 4 a 1, non c’è niente da dire se non che il mio quasi omonimo Renzetti è bravo e la squadra ha giocato secondo me piuttosto bene. Vabbè, ma ha perso, pensa se giocava male. Si, ma erano i ragazzini, mica la prima squadra, e dai distinti si vede troppo meglio che dalla nord, ma vuoi mettere l’entusiasmo?
Allora cosa racconto in questa pagina? Parlo di un po’ d’attualità? Commento la situazione politica in cui versa questo povero paese? Mi sa di no, se devo incazzarmi preferisco che sia verso qualcuno che posso offendere.
Allora me la prendo con la giunta comunale, che manda i vigili a fare multe per divieti di sosta parecchio discutibili, mentre cinquanta metri più in là madri in attesa dei figli che escono da scuola seminano il caos parcheggiando in tripla fila in mezzo alla statale; e aggiungo che ha smesso di nevicare da una settimana, ma ancora siamo sepolti perché nessuno ha avuto ancora il buon senso di far muovere un paio di ruspe. A Busalla, che dista pochi chilometri da qui, sembra che non sia mai caduto un grammo di neve, da tanto le strade sono pulite..
Ma volevo parlare di qualcos’altro, ho sbirciato la mia pagina di shinystat, e ho trovato delle perle nella sezione “chiavi di ricerca”.
Sembra che il primo posto questo mese lo abbia guadagnato la Brigata Speloncia, una fazione ultras della gradinata che sono solito frequentare. Non so se i suoi membri sappiano leggere, quindi non sono certo che le persone capitate qui siano effettivamente membri di tale brigata, o più semplicemente estranei in cerca di maggiori informazioni su detto gruppo. Del tipo “chissà se quell’individuo arrestato con due pistole mentre andava a sparare alla moglie è anche un appassionato di uncinetto?”.
Al secondo posto, stabile, i cacciatori di foto nude di Sveva Sagramola. Non c’è davvero limite al trash.. Ammetto però che a suon di leggere di tali perversioni, una certa curiosità è venuta anche a me. Ma sarà davvero così bella sotto quei maglioni a collo alto?
Segue la solita Oriana Fallaci, intramontabile, soprattutto nelle feste. E’ uscito un cofanetto coi suoi ultimi libri, se qualcuno avesse voglia di regalarmelo sarei felice di radiarlo dalla lista delle mie conoscenze.
Arrivano poi le new entry, e qui si sguazza davvero:
diventato donna“. Beh, qualche volta una insufficiente igiene intima può portare a certi inconvenienti. Suggerisco di lasciare a bagno nell’aceto per un paio di giorni la parte interessata. Areare prima di soggiornarvi.
ricette per cucinare i peperoni“. Si prende un peperone, lo si fa scaldare sulla stufa finchè la pelle diventa nera, quindi si rimette il peperone in frigo e ci si precipita al pronto soccorso a farsi medicare la mano ustionata, e la prossima volta si lascia ai fornelli la fidanzata, e si aspetta nell’altra stanza davanti alla pleistescio.
canzoncine sugli angioletti. Angiolini fate piano/ad entrar nella capanna/ c’è Gesù che fa la nanna./ Se vedeste com’è bello, / piccolino bianco e rosa / sulla paglia egli riposa..
Il resto l’ho dimenticato, mi spiace, ma cercate di capire, me l’hanno insegnata in terza elementare.
cartello parcheggio riservato invalidi posto. Trovo questa che domanda molto assurda è. Molto potente lato oscuro in lui è, molto attento dovrai tu essere.
cena romantica fano. Non facciamo discriminazioni, sono certo che anche a Fano si possono consumare delle cene romantiche, il mio amico Polmone di Cuccurano giura di averne consumate moltissime.
Adesso vado a mangiare, casomai continuo dopo..


smogghezzinnioràis

Esco, ciao. Dove vai? Non vedi che c’è Il Nostro Presidente che parla in televisione? Orcaloca! Allora esco dopo! Chiamo Marzia, pronto, c’è Il Presidente su Telegenova. Io non prendo Telegenova. Allora vengo più tardi ciao.

Il direttore di QS ribadisce a gran voce che il Genoa ha subito gravissime ingiustizie, niente che non sappia già, ma voglio sentire se è vero che Preziosi si è detto disposto a spendere mille euro di multa la settimana per veder insultare Carraro.
Resto ancora un po’ a cincischiare, ed è per questo, Vostro Onore, che mi trovavo ancora per strada al momento dell’esplosione..

PEMM!! Cazzo, ho bucato una gomma! Ah no, è scoppiata l’Iplom, meno male..
No, aspetta, se fosse scoppiata l’Iplom sarei atomi sparsi per terra, ne è scoppiata solo un pochino, sono salvo..
No, aspetta, salvo una sega, ci sarà una fuoriuscita di gas tossici! Sono in pericolo!! DEVO FUGGIRE!!!

Per fuggire ci vuole:
– una macchina
– biancheria pulita
– documenti
– soldi

La macchina ci son seduto dentro, ha anche il pieno, posso fuggire per parecchio, ho appena fatto la doccia e mi sono cambiato le mutande, i documenti li porto sempre con me metti che mi fermano i carabinieri e mi scambiano per il noto latitante Gennaro Pisapìa Detto O’Stuort’, i soldi..
Merda i soldi! Dovevo ritirare al bancomat! Ormai è tardi, la nube tossica è già uscita dal serbatoio in fiamme e si avvicina minacciosa!
Vorrà dire che fuggirò con Marzia, magari qualche ventina di euri ce li ha.
Mi precipito a casa sua urlando.

– La nube tossica! La nube tossica!
– Chi? Dalla Costa? Noooo!!!
– Ho detto tossica, non checorre. (Di questi tempi non si parla d’altro, capiteci) E’ saltato un serbatoio dell’Iplom, la nube tossica è uscita e sta per invaderci.
– Ah meno male, avevo paura che Preziosi avesse venduto ai veneziani.

Scappiamo alla svelta, ma la nube è già alle nostre spalle. Possiamo sentire la puzza tremenda che sprigiona.
– Madonna, ma cos’hai mangiato? Apri il finestrino! – sbotta Marzia.
– Non sono io, è la nube tossica!
– Sembra dopo che sei stato in bagno.

Mi domando se sia stata una buona idea salvare anche lei..

Al semaforo la nube svolta a sinistra, io giro a destra e la frego. Siamo salvi!
Marzia si lamenta, ha fame. È scappata di corsa e non ha avuto tempo di farsi qualcosa da mangiare.
“Andiamo a mangiare la pizza?”, le propongo. ”Paghi tu?”
“Io voglio la caponata”, risponde.
“E dove la trovo la caponata? Ti vanno bene due melanzane alla parmigiana?”
“Allora il pane ca meusa”. Echeduepalle!
Ci accordiamo per un gelato al pistacchio senza brioche, ma l’unica gelateria aperta è a Busalla, proprio di fronte all’Iplom.
I tavolini in giardino sono tutti vuoti, dall’altra parte della strada un serbatoio fa delle fiamme alte ottanta metri. Andiamo a sederci dentro che c’è l’aria condizionata.

A un certo punto arriva un vigile: “Dovete evacuare!”
“L’ho già fatto stamattina appena alzato”, rispondo.
“No! Intendo che dovete andare via, la nube tossica sta tornando!”

E infatti eccola là, lanciata a tutta birra lungo l’autostrada deserta, in corsia di emergenza per dileggio a chi vorrebbe fermarla. Poi si ferma, scavalca il guardrail e per un attimo sembra voler tornare all’interno della raffineria, a raccontare alle sue amichette nubitossiche di quanto si è divertita a scorrazzare qua e là provocando tante belle leucemie.
No, aspetta, ci ripensa. Con un guizzo si tuffa nello Scrivia e scompare. Un paio di ecologisti stramazzano gridando “disastro ecologico!”, ma è un insperato colpo di fortuna. La nube sperava di fuggire e inquinare i bacini idrici di tutto il Piemonte, ma è andata a finire nell’unico posto più velenoso di lei, il letto dello Scrivia, ed è morta avvelenata.
Basta, fine della storia, non c’è più niente da vedere. Marzia ha sonno e chiede di essere riaccompagnata.

– Domani sera andiamo a vedere un terremoto?
– No, domani è venerdì, vado a squagliarmi il fegato nei vicoli, tuttalpiù riesco a mostrarti un incidente stradale, dopo..