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smogghezzinnioràis

Esco, ciao. Dove vai? Non vedi che c’è Il Nostro Presidente che parla in televisione? Orcaloca! Allora esco dopo! Chiamo Marzia, pronto, c’è Il Presidente su Telegenova. Io non prendo Telegenova. Allora vengo più tardi ciao.

Il direttore di QS ribadisce a gran voce che il Genoa ha subito gravissime ingiustizie, niente che non sappia già, ma voglio sentire se è vero che Preziosi si è detto disposto a spendere mille euro di multa la settimana per veder insultare Carraro.
Resto ancora un po’ a cincischiare, ed è per questo, Vostro Onore, che mi trovavo ancora per strada al momento dell’esplosione..

PEMM!! Cazzo, ho bucato una gomma! Ah no, è scoppiata l’Iplom, meno male..
No, aspetta, se fosse scoppiata l’Iplom sarei atomi sparsi per terra, ne è scoppiata solo un pochino, sono salvo..
No, aspetta, salvo una sega, ci sarà una fuoriuscita di gas tossici! Sono in pericolo!! DEVO FUGGIRE!!!

Per fuggire ci vuole:
– una macchina
– biancheria pulita
– documenti
– soldi

La macchina ci son seduto dentro, ha anche il pieno, posso fuggire per parecchio, ho appena fatto la doccia e mi sono cambiato le mutande, i documenti li porto sempre con me metti che mi fermano i carabinieri e mi scambiano per il noto latitante Gennaro Pisapìa Detto O’Stuort’, i soldi..
Merda i soldi! Dovevo ritirare al bancomat! Ormai è tardi, la nube tossica è già uscita dal serbatoio in fiamme e si avvicina minacciosa!
Vorrà dire che fuggirò con Marzia, magari qualche ventina di euri ce li ha.
Mi precipito a casa sua urlando.

– La nube tossica! La nube tossica!
– Chi? Dalla Costa? Noooo!!!
– Ho detto tossica, non checorre. (Di questi tempi non si parla d’altro, capiteci) E’ saltato un serbatoio dell’Iplom, la nube tossica è uscita e sta per invaderci.
– Ah meno male, avevo paura che Preziosi avesse venduto ai veneziani.

Scappiamo alla svelta, ma la nube è già alle nostre spalle. Possiamo sentire la puzza tremenda che sprigiona.
– Madonna, ma cos’hai mangiato? Apri il finestrino! – sbotta Marzia.
– Non sono io, è la nube tossica!
– Sembra dopo che sei stato in bagno.

Mi domando se sia stata una buona idea salvare anche lei..

Al semaforo la nube svolta a sinistra, io giro a destra e la frego. Siamo salvi!
Marzia si lamenta, ha fame. È scappata di corsa e non ha avuto tempo di farsi qualcosa da mangiare.
“Andiamo a mangiare la pizza?”, le propongo. ”Paghi tu?”
“Io voglio la caponata”, risponde.
“E dove la trovo la caponata? Ti vanno bene due melanzane alla parmigiana?”
“Allora il pane ca meusa”. Echeduepalle!
Ci accordiamo per un gelato al pistacchio senza brioche, ma l’unica gelateria aperta è a Busalla, proprio di fronte all’Iplom.
I tavolini in giardino sono tutti vuoti, dall’altra parte della strada un serbatoio fa delle fiamme alte ottanta metri. Andiamo a sederci dentro che c’è l’aria condizionata.

A un certo punto arriva un vigile: “Dovete evacuare!”
“L’ho già fatto stamattina appena alzato”, rispondo.
“No! Intendo che dovete andare via, la nube tossica sta tornando!”

E infatti eccola là, lanciata a tutta birra lungo l’autostrada deserta, in corsia di emergenza per dileggio a chi vorrebbe fermarla. Poi si ferma, scavalca il guardrail e per un attimo sembra voler tornare all’interno della raffineria, a raccontare alle sue amichette nubitossiche di quanto si è divertita a scorrazzare qua e là provocando tante belle leucemie.
No, aspetta, ci ripensa. Con un guizzo si tuffa nello Scrivia e scompare. Un paio di ecologisti stramazzano gridando “disastro ecologico!”, ma è un insperato colpo di fortuna. La nube sperava di fuggire e inquinare i bacini idrici di tutto il Piemonte, ma è andata a finire nell’unico posto più velenoso di lei, il letto dello Scrivia, ed è morta avvelenata.
Basta, fine della storia, non c’è più niente da vedere. Marzia ha sonno e chiede di essere riaccompagnata.

– Domani sera andiamo a vedere un terremoto?
– No, domani è venerdì, vado a squagliarmi il fegato nei vicoli, tuttalpiù riesco a mostrarti un incidente stradale, dopo..

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come quando fuori piove quattro per otto uguale trentadue

Ecco, io stasera mi sarei messo qui a scrivere due righe sugli ultimi avvenimenti trascorsi in quel di Renzi, magari copiare gli appunti sulle vacanze in Sicilia e metterli su Acapistrani, che giace tutto solo e abbandonato e fa pena vederlo così, se ci fossero anche le ragnatele sarebbe uguale alla mia stanza.
Solo che stasera esco, per carità, non che mi spiaccia uscire, me lo vedo il lettore che in quanto lettore legge e pensa “vabbè, chi te lo fa fare, non è che dici che stasera non scrivi niente perché devi andare a fare il turno di notte alla fabbrica di zampironi, dici che esci, e io mi immagino che ti vedrai con gli amici e insieme andrete a caricarvi come somari in qualche bettola del centro storico”. Io lettori così devo dire la verità, mi fanno un po’ senso, se riescono a pensare delle frasi così lunghe, il mio massimo sono i monosillabi, si no e il più frequente di tutti eh?
Dicevo che stasera esco un po’, vado a fare del bene alla gente che ne ha bisogno, ci sono persone al mio paese che sono malate e hanno bisogno di assistenza, a quella medica pensa il medico, a quella spirituale il parroco, a quella spiritosa ci penso io, vado lì e racconto due barzellette, giusto per far vedere che non sono arrivato lì per scroccare lo zibibbobuonissimo, poi scrocco lo zibibbobuonissimo, mi stendo sul divano con la scusa di vedere un film e lì collasso fino all’ora di tornare a casa. Non russo per educazione.
Che ci volete fare, sono un altruista, rinuncio volentieri alla consueta partita a San Andreas se è per una buona causa, anche se ho finito la missione all’aeroporto e voglio vedere come finisce quella della scorta al furgone. Mi rendo conto che ci sono valori più importanti, l’amore per il prossimo, la solidarietà al gatto, la bottiglia di zibibbobuonissimo, il Genoa.
“Che c’entra il Genoa?”, si chiederà qualcuno. C’entra c’entra, perché al di là che oggi ho pagato i biglietti per la trasferta di Ravenna, al di là che mi è arrivato l’abbonamento di nord e c’è scritto sopra Serie A Tim, che non c’è niente da ridere guardate che vi vedo, al di là che dovrebbe restare anche Stellone, di Scarpi mi frega meno a me piace più Gazzoli, al di là che mille euro di multa per aver detto che Carraro è un bastardo, e domenica vorrei che tutto lo stadio cantasse che Carraro è un galantuomo e sua moglie una virtuosa, e voglio vedere se così non si sente preso per il culo il doppio e in più non può neanche attaccarsi a qualcosa glielo suggerirei volentieri io a cosa, al di là che la partita di recupero ce la fanno giocare a Monza di giovedì pomeriggio sti figli di una esseerreelle di tierreoie, tutte cose che è difficile lasciarle fuori dalla porta e dalla testa, te le porti dietro come i capelli, come la scia nauseabonda dopo una settimana di campeggio senza la doccia nè il deodorante, al di là di tutto oggi è giovedì e mi viene il dubbio che stasera su telecittà ci sia il buon vecchio pinuccio, e guardacaso a casa della persona che sta male poverina e va accudita poverina non c’è molto da vedere, che i suoi film sono pochi, i miei li abbiamo già visti, i cento passi li ha ancora andrea, spero, sennò vuol dire che l’ho perso e allora mi cruccerei assai, che dopo la vacanza in sicilia sono in astinenza da accenti palermitani. In più il sangue dell’accudita e quello dell’accudente sono colorati delle stesse due tinte rosso e blu, il che facilita di molto le cose.
E intanto si son già fatte le ottoeventi, e se non ci do una botta diventa irrilevante che pinuccio ci sia o no, che tanto arriverei tardi per vederlo, per cui saluto tutti e pianto lì.