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di quando dovrei fare le pulizie

Sai quando ti prepari un programma accurato e qualcosa te lo manda in vacca?
Tipo che ti sei organizzato per andare sui prati insieme ai tuoi amici colleghi Pesantezza e Morte Cerebrale e all’ultimo momento ti va a fuoco la macchina, però spiacevole. Ecco, io stasera volevo fare le pulizie in casa, e lo so che il giovedì sera è un po’ strano, ma sono arrivato a uno strato di batteri sul pavimento così spesso che le sedie camminano da sole per la stanza.

Metti che stasera si presenti un ospite.
(poi dicono che non ho il dono della sintesi: potrei scrivere un racconto di fantascienza solo aggiungendo un apostrofo)
Ecco, l’ospite non si piglierebbe l’ebola solo perché casa mia è così sporca che anche l’ebola si rifiuta di entrarci.

Qui è dove una persona che conosco mi criticherà per avere usato la battuta dell’ebola schifiltoso, che l’avevo già usata oggi pomeriggio nella nostra conversazione e allora telolì che sei uno che ricicla le battute, mi sembra di sentirla con la sua voce chioccia.

Io stasera, dicevo, volevo fare le pulizie di casa, ma dovrei dire cominciarle, che ho da lavorarci tanto che ci vorranno almeno tre giorni per renderla di nuovo abitabile a esseri umani non mutanti. Io appartengo all’altra categoria, quella degli X-Men: sono nato col potere mutante di ammalarmi soltanto nei giorni in cui non devo andare a lavorare, perciò posso stare sepolto nella spazzatura tutta la settimana e le prime infezioni si manifesteranno solo il sabato mattina, per andarsene da sole la domenica verso le ventidue e trenta, ventitrè.
“E allora perché ti sbatti?”, mi chiederà la mia conoscente impicciona il cui nome d’arte è Vajont, perché tracima, “Tanto hai la stessa vita sociale di San Simeone lo Stilita, fatti le pulizie sabato mattina e sbattitene”.
Perché mi conosco, e se mi riduco a sabato mattina so già che sabato mattina mi alzo minimo alle undici, cazzeggio fino alle tre e alle cinque do la solita passata veloce di straccio perché poi c’è da andare a vedere Musical Cube, che è una figata andateci (questa era una marchetta vergognosa, ma una delle attrici è la mia maestra nonché carissima amica, e poi oh il blog è mio, cazzo vuoi), quindi è meglio correre ai ripari e scriversi addirittura un programma con la suddivisione dei lavori in tre giorni, così da finire sabato pomeriggio senza perderci più di un paio d’ore al giorno, come se fossi una persona seria e credibile, e poi mandare tutto in vacca e mettersi a scrivere sul pablog la sera in cui dovrei pulire i vetri e poi stirare (credici).

Insomma, si direbbe che i miei buoni propositi siano andati a finire giù per quel posto là, e già lo sento partire il coro di fischi e facceride, ma giuro che stavolta la colpa non è mia, ma piuttosto di un regime di alimentazione sano che però gli effetti collaterali signora mia..

E si perché stasera sono arrivato a casa tardi, che dovevo andare a ritirare lo scùter. Ho portato lo scùter dal meccanico perché a fine mese ho il collaudo, e senza clacson e freni e gomme mi hanno detto che potrebbe non passarlo, e stasera sono andato a ritirarlo, e il meccanico mi ha chiesto una cifra in denaro perché dice che le caramelle zigulì piacciono tanto anche a lui, ma non gliele accettano in banca, perciò fuori i schèi sennò la moto me la tengo. E allora l’ho pagato, portando il mio conto in banca da Pochicentesimi a Unsaccodisoldiperòcolmenodavanti, e siccome la mia banca quando vado in passivo mi manda a casa un tizio pelato senza un occhio con una cicatrice sulla faccia e un tatuaggio sul braccio che dice LA MIA BETTY, ho preferito trovare subito dei soldi con cui rimpinguare il mio conto corrente disastrato, e la cosa più veloce è sempre prostituirmi.

Non vi sto a raccontare i dettagli della mia vita sul marciapiede, sono squallidi come immaginate, ma alla fine della giornata mi sono ritrovato con un conto in attivo e lo scùter riparato e tutto come doveva andare, tranne che l’ora era fuggita e le pulizie morivano disperate.
Io però non mi sono dato pervinca, e ho deciso che le pulizie le avrei fatte lo stesso, che longo è lo cammino ma grande la meta, e quando sono arrivato a casa e ho portato Jack a fare le cose che fa sempre Jack quando lo porto fuori (e anche qui vi risparmierei i dettagli, che sono peggio di quelli di me sul marciapiede), mi sono preparato una cena veloce e poi dai che faccio le pulizie lo stesso.

Solo che la cena veloce non si preparava da sola, e il risotto con cui avevo pensato di sollazzarmi ci ha messo un fracco di tempo a prepararsi, non so perché, un esperto di cucina mi direbbe che avrei dovuto accendere il fuoco sotto la pentola, ma si sa che gli esperti di cucina se la tirano e spesso parlano a vanvera per farsi belli con le casalinghe frustrate teledipendenti che sognano tutta la vita un cuoco inglese che venga a prenderle e insulti il loro marito e poi se le porti via e cucini per loro piatti deliziosi fra un amplesso e l’altro, come se un inglese avesse una vaga idea di cosa sia la buona cucina (o il buon sesso, mi dicono amiche che hanno avuto fidanzati inglesi, ma ammetto di non saperne granché per esperienza diretta).

Per ingannare l’attesa mi sono aperto una bottiglia di rosso e un pacchetto di crackers, che poi sono diventati sedici pacchetti di crackers, e alla fine ti voglio vedere in bilico su una scaletta traballante a pulire i vetri della finestra aperta su un baratro di due piani più insegna della parrucchiera più piastrelle durissime in gres porcellanato, che il mio comune non bada a spese per rifare il marciapiede, tanto poi ti fa pagare la spazzatura come se la stoccasse su Saturno e chiude sempre in attivo, beato lui.

Insomma, adesso ho terminato la cena e dovrei lavare i piatti e poi mettermi a lavorare, ma sono già le nove, sono in una condizione che piacerebbe molto a Bukowski, ma molto meno al mio epatologo, se avessi un epatologo, non so neanche se esiste una professione come epatologo, e a dirla tutta non so neanche se esiste la parola epatologo, ma cazzo vuoi, la mia carta d’identità dice che faccio l’avunculogratulatore, credo di potermi permettere qualche licenza, e comunque il blog è mio, l’ho già detto più su, se non ti va bene quella è la porta e quella la finestra di guggol.

Però è anche vero che stasera internet non vuol saperne di funzionare, e questo porta le mie infinite alternative per la serata a due soltanto: fare le pulizie e andarmene a dormire. Dormire l’ho già fatto ieri ed è molto divertente, ma stasera vorrei fare altro, perciò a questo punto mi metto a fare le pulizie, sperando di non precipitare di sotto.

Buona serata a tutti.

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ma un bel Verdana no?

Il Comune di Ronco ha manie di grandezza, lo si era già capito quando ci ha imposto una tassa sulla spazzatura che neanche a Montecarlo. E poi vedere il sindaco scorrazzare su un cocchio trainato da quattro cavalli bianchi avrebbe dovuto metterci in allarme, così come i vigili piazzare Brian De Palma lungo le strade comunali a fare l’autovelox. Diciamocelo, un Comune parsimonioso non si comporta così.

Oggi torno dal lavoro e noto dei manifesti tre per sette appiccicati ovunque lungo la strada dove abito. Sono chiaramente manifesti comunali, lo si capisce dal fatto che la carta su cui sono stampati è filigranata.

editto comunale Ma la cosa che mi ha fatto capire che in Comune si fanno pesante è il carattere utilizzato, un bell’Imperiale tutto maiuscolo che fa tanto Caio Giulio.

Per dirmi cosa, poi? Che chiuderanno la via da cima a fondo per un mese, per installare i pannelli fonoassorbenti, anzi, reinstallare, che la prima volta ne hanno montato una decina di metri, poi è arrivato qualcuno che non gradiva il colore scelto, e glieli ha bruciati tutti.

Mi verrebbe da chiedermi dove posteggerò la macchina durante questi lavori, e insieme a me tutti gli abitanti della via, sono certo che ieri sera l’argomento è stato affrontato all’assemblea di quartiere, ma io alle assemblee non ci posso andare, dopo dieci minuti si accorgono che quella puzza tremenda arriva dai miei piedi e mi cacciano.

Potrei andare a chiedere al sindaco in persona, ma ho paura che se me lo trovo davanti disteso sul triclinium perdo la pazienza e lo meno, e poi son capaci di sbattermi in pasto ai leoni, o peggio, ai vigili.