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messaggio elettorale a pagamento – Committente: i miei coglioni

Ieri Bersani, il segretario del Pd, è andato ad aspettare fuori dalla fabbrica gli operai che cominciavano il turno. Forse voleva vedere come sono fatti, o forse è l’ennesima dimostrazione che in campagna elettorale ogni candidato tira fuori il peggio di sé.

Non è il gesto di andare ad aspettare gli operai, anche se di solito sono loro che si presentano sotto Palazzo Chigi e ne aspettano fuori uno qualunque basta menare, è quell’ipocrisia che si manifesta in ogni tizio incravattato che ti ferma per strada e ti mostra orgoglioso tutto il lavoro del suo dentista, in ogni slogan appiccicato ai muri, nell’improvvisa impennata di richieste di amicizia che ricevi su facebook, e quest’anno mi sembra peggio del solito.

Sarà probabilmente che eleggendo il sindaco del paese mi trovo attaccato da un numero doppio di pagliacci, e la mia pazienza, proporzionalmente, dura la metà.

Quattro volte al giorno, la mattina andando al lavoro, all’ora di pranzo quando torno a casa, di nuovo terminata la pausa e infine a sera quando rientro, passo davanti ai tabelloni elettorali ricchi di offerte, e quattro volte al giorno mi ritrovo a incrociare lo sguardo con alcuni esemplari fra i più interessanti.

La più recente è una tizia, candidata alla Provincia, che si offre ben vestita e pettinata, con un vistoso girocollo di perle e lo slogan “E’ una questione di stile di vita”. Andando a leggere più da vicino pare che Stile Di Vita sia in realtà il nome di un’associazione che la candidata in questione sponsorizza, ma non ci vuole Gavino Sanna per capire quale sia il messaggio che quel manifesto intende trasmettere. È lo stesso messaggio a ruoli invertiti che invia l’altro manifesto, quello col tizio vestito da portuale, il primo richiama i ricchi borghesi, il secondo gli operai, solo che in un Paese in cui i disoccupati gravitano intorno al 10% quando vedo una che ostenta il proprio benessere come una virtù mi viene voglia di sputarle in faccia.

Poi c’è la lista di Sinistra Ecologia E Libertà. Le scorse elezioni si chiamava solo Sinistra E Libertà, poi hanno visto che occuparsi di ambiente tira, e hanno aggiunto la postilla. Se gli interessi dell’elettorato continueranno a spostarsi assisteremo a nuove aggiunte, e alle prossime politiche magari avremo la lista Sinistra, Ecologia, Libertà, Occupazione, Vivalafiga.

Non che a livello locale le cose vadano meglio, ho ricevuto il programma della lista di centrodestra e mi sono strofinato gli occhi a leggere il punto dedicato all’immigrazione: si parla di sensibilizzare i cittadini riguardo ai rischi nell’ospitare degli immigrati clandestini, si propongono addirittura controlli incrociati con l’antiterrorismo. Antiterrorismo. A Ronco.

Ochei, parliamone, a me va benissimo che si compiano azioni di antiterrorismo a Ronco, ma allora bisogna che le cose siano fatte per bene, non che si sbandierino paroloni e poi ci si riduca a fare una telefonata in questura per vedere se il marocchino che viene a vendermi le mutande ha il permesso di soggiorno. No, io voglio i carabinieri di Ronco in tenuta antisommossa, voglio i body scanner in stazione, voglio una schiera di autoblindo avanti e indietro per la via principale a controllare che Bin Laden non si infili dal besagnino a fargli esplodere i peperoni.

L’esagerazione si mostra anche dall’altra parte, ieri ho visto un manifesto grosso così con scritto Ronco Antifascista, e scusate, ma a me questa faccenda dell’antifascismo sembra una minchiata.

Chi si professa fascista oggi, a parte quei quattro pellegrini di forza nuova? Perché è un movimento riconosciuto ormai universalmente come negativo, sbagliato, il fascismo è un’assenza di certi valori che dovrebbero essere radicati in chiunque. Se ti vanti di credere nella violenza, nell’ignoranza, nell’intolleranza, se ti riconosci in un movimento che promuove questi atteggiamenti non sei mica normale, sei un povero idiota, e voglio credere che rappresenti un’esigua minoranza. E’ vero che il partito che ha stravinto alle ultime elezioni ci ha basato la campagna elettorale su questi temi, ma se chiedi a chi lo ha votato se si riconosce nel fascismo ti dirà che loro non hanno niente a spartire con quella gente. Infatti la loro camicia non è mica nera, è verde, e poi non se la prendono con gli ebrei, ma con i musulmani. Ochei, mi rendo conto che è una cazzata, però è significativa, i partiti di centrodestra raccolgono voti da persone che coi nostalgici del manganello non hanno niente da spartire, e allora “votami perché sono antifascista” vale tanto quanto “votami perché ho le orecchie”, è una medaglietta che ti appunti alla camicia per sentirti uno dei buoni, ma tanto varrebbe dichiararsi antiborbonico.

Guardandomi in giro mi sembra che la perplessità sia diffusa, tolti i soliti ultras di qua e di là restano una maggioranza di individui che non sanno a che santo votarsi, incapaci di credere che una croce su un pezzo di carta possa davvero cambiare qualcosa. L’altra sera in piazza ho visto Monicelli augurarsi una bella rivoluzione, qualcosa che riscatti questo popolo dalla sottomissione cui si è sempre piegato, ma chi la fa la rivoluzione? Gli unici in Italia ancora in grado di reagire alle ingiustizie sono stati gli immigrati di Rosarno, che si sono ribellati, sono scesi in strada e hanno spaccato tutto, e la risposta dell’Italia qual è stata? Eh, gli immigrati sono un problema, bisogna fare qualcosa. D’altra parte cosa puoi aspettarti da persone che se il capo del governo è implicato in uno scandalo al giorno non pensano che sia un farabutto, ma che bisogna cambiare la magistratura?

A vedere Santoro l’altra sera in piazza mi sentivo un estraneo in mezzo a tutti quelli che fischiavano quando sullo schermo compariva berlusconi. Non è coi cori da stadio che si elimina il marcio, non è con gli slogan, alla fine scrivere Berlusconi figlio di troia o Santoro figlio di troia è la stessa cosa, il populismo ha due facce identiche, e la cecità di una rispecchia quella che le sta di fronte. La gente va cambiata, non il presidente del consiglio, o quando finalmente cederà il passo ne verrà su un altro peggio di lui. Bisogna ricominciare a insegnare i valori fondamentali della democrazia, l’uguaglianza, la giustizia, la legalità. Non si possono dare per scontati, non lo sono più scontati.


 



arriva il circo

le miniere di moira

Anche quest’anno arriva in città il circo, e ogni muro è tappezzato di manifestoni rossi fiammanti, uguali a quelli della propaganda elettorale, ma più seri, che almeno qui i pagliacci lavorano.

E a guardarli mi sorge un dubbio:
la signora immortalata nella foto a quale delle tre categorie indicate apparterrà?