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Il tuo sasso, le strade di Genova

Questo articolo non l’ho scritto io, e si vede.
Lo ha scritto Buoni Presagi stamattina, e io l’ho letto in piedi, con un piede fuori dalla porta, sullo schermo del telefono mentre tornavo a lavorare. E non sono riuscito ad aspettare stasera per pubblicizzarlo come meritava, ho dovuto fare qualcosa subito, mi ha preso un’urgenza lì in piedi con un piede fuori dalla porta che quando ho visto che potevo ribloggarlo l’ho fatto subito, senza guardare come sarebbe venuto fuori, se da qualche parte i lettori avrebbero potuto capire che non l’avevo scritto io, anche se si vede, dai, quando mai ho scritto una roba così puntuale e completa? E poi alla fine non c’è scritto neanche belle merde.

Comunque niente, sono sempre felice di leggere cose di questo genere, anche quando sarebbe meglio che certe cose che spingono poi a scrivere cose di questo genere non succedessero proprio, e pazienza per le cose di questo genere che non si potrebbero più leggere, ma quando succedono è importante che ci sia qualcuno che ne sappia parlare e ti faccia pensare e incazzartici pure.

E magari pigliare la tua bella tastiera e scrivere due righe e spargere la voce.

buoni presagi

sasso1000_carlo

A Genova nell’estate del 2001 è successo questo: la gente è improvvisamente impazzita e per due giorni ha attaccato senza sosta, con ogni mezzo, le forze di polizia presenti in città, impegnate a distribuire caramelle ai bambini e aiutare le vecchiette ad attraversare la strada. Le stesse forze di polizia che gestivano un ostello nell’entroterra, a Bolzaneto, e che organizzavano eccitanti cacce al tesoro notturne in una scuola locale, la Pertini-Diaz.
Questo scenario è più o meno quello che emerge dalla continua offensiva del COISP, sindacato sedicente autonomo di polizia, che forse ricorderete negli ultimi tempi per la delicata manifestazione sotto l’ufficio della madre di Federico Aldrovandi a sostegno dei colleghi che hanno ammazzato di botte suo figlio.
È dall’anno scorso che il COISP ha rivolto le sue attenzioni al G8, nello specifico a piazza Alimonda. Nel luglio del 2012, infatti, ha girato per le strade di Genova un camion…

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l’ultimo capitolo della Trilogia Del Coisp

Riassunto delle puntate precedenti:

Il giovane Luke Skywalker, alla notizia che le truppe imperiali stanno costruendo una nuova Morte Nera per ridere più forte dei pestaggi del G8 scrive all’imperatore Palpatine chiedendogli che cazzo fa, e lo chiama bellamerda. Quello gli risponde che Darth Vader è suo cognato.
Avevo detto che no, cosa gli scrivo a fare, ma alla fine l’ho rifatto, che c’erano ancora due o tre cose che mi premeva di chiarire. L’ho scritta e spedita senza rileggerla, e il risultato si vede. Scusate le ripetizioni.

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Un paio di aggiunte, se posso.
Grazie a voi per la celerità della risposta. Aggiungo due righe tanto per chiarire alcuni punti. Non che lo ritenga necessario, ma non mi va di lasciare dei dubbi riguardo la mia posizione.

Chi vi scrive non è un manifestante o un attivista, sono un cittadino comune che crede davvero nell’importanza di un corpo di polizia, e che davvero nutre rispetto per i suoi rappresentanti. Sono ancora convinto che esistano agenti di tutto rispetto che cercano di fare il loro lavoro nel migliore dei modi, con mezzi insufficienti e rischiando la loro pelle e quella dei propri familiari, ed è per rispetto a loro che sto scrivendo di nuovo. Credo che un’iniziativa come quella perpetrata in questi giorni a Genova li stia offendendo, in un certo senso, come offende me. Perché sono offeso, indignato per la sfacciataggine con cui proponete la vostra versione dei fatti del G8. Come se undici anni di atti processuali fossero stati superflui, come se le indagini non avessero accertato a dovere le responsabilità.

Ma davvero stiamo ancora discutendo di queste cose? Mi sembra incredibile che dopo undici anni nessuna delle parti in causa sia stata in grado di ammettere le proprie colpe e ancora ci si facciano queste ripicche da ragazzini. Il manifesto del Coisp arriva dopo sentenze che hanno tutelato il Corpo più di quanto fosse lecito, e hanno inflitto condanne alla parte opposta ben più severe di quelle comminate in precedenza per casi analoghi: c’era davvero bisogno di ribadire la vostra posizione? E’ stata una caduta di stile e di buongusto, una ripicca da ragazzini, appunto.

Io a Genova ci abito, durante il G8 non partecipai a nessuna manifestazione, non ero “impegnato”, e le immagini trasmesse dalla televisione mi trovarono a parteggiare per la polizia, impegnata a tutelare la sicurezza di fronte a un esercito di barbari. E’ dopo che ho cambiato idea, quando è venuto fuori che la sicurezza era tutelata con troppo zelo, e soprattutto verso chi non rappresentava affatto un pericolo; ma non sono diventato una “tuta bianca”, la retorica mi fa tanto schifo quanto le bastonate, per questo la mia visione sull’argomento cerca di essere imparziale. E si, la vostra iniziativa l’ha scalfita parecchio.

Quando mi parlate di dietrologia sugli infiltrati vi state nascondendo dietro a un dito, la realtà dei fatti è chiara e documentata, a disposizione di chiunque voglia informarsi. Ridurre tutto a “un estintore” è generalizzante, è mascherare la verità, è omissione. Credo che la Polizia avrebbe dovuto prendere le distanze da quanto accadde allora, isolare i responsabili degli eccessi e punirli. Invece ha scelto di coprire chi ha sbagliato, e ancora oggi non conosciamo i responsabili del pestaggio alla Diaz, per dirne una. Queste sono le cose che fanno perdere fiducia nella divisa, non le amenità sulle regie occulte. E a farne le spese sono anche quegli agenti che fanno il proprio dovere con professionalità. Per questo ho scritto che la vostra iniziativa offende anche loro: invece di scendere in strada e denunciare le condizioni in cui siete costretti a lavorare, la carenza di fondi e di strumenti, decidete di ribadire che al G8 vi hanno trattati male, poverini.
Credetemi, “belle merde” descrive solo in parte la frustrazione che provo.

Fra parentesi, esprimere la propria opinione è una delle attività proprie della democrazia, manganellare chi la esprime no.

Buona giornata,

Pablo Renzi

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Poco dopo mi arriva la risposta, che non commento neanche perché mi sembra superfluo.

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Lei ritenga pure che la realtà non sia quella rappresentata dalle vele del Coisp, può anche credere che quelle immagini siano frutto di fantasia. Purtroppo, in primis per noi che quella violenza la abbiamo affrontata a genova e continuiamo ad affrontarla in molte altre occasioni, non abbiamo il lusso della scelta di stare a casa.

Ovviamente lei può credere che le fotografie delle scene di violenza facciano torto a quei poliziotti che quella violenza l’ha subita a genova ed in molte altre occasioni, anche molto recentemente.

Ragionamento parecchio contorto .

Il rispetto che dichiara di aver perso, fondato su basi tanto solide quali “belle merde”, la qualifica da se, tanto quanto credere che sia espressione democratica il dissenso espresso a bombe molotov.

In Italia, è un reato, anche se viene trascurato dai magistrati che su questi fatti,  non indagano.

L’attività di denuncia del Coisp sulla situazione delle Forze dell’Ordine è ferrea, diffusa anche nella sua città con ogni mezzo. Ci dispiace che lei non l’abbia notata in questi ultimi cinque anni,. Pazienza. Continueremo ad agire con la medesima determinazione con la quale abbiamo voluto ricordare chi e cosa è accaduto a Genova.

Anche chi sta a guardare dalle finestre, spesso, sente di poter giudicare. Nel 2001 come oggi.

Nel rispetto delle opinioni di tutti, non riteniamo di dover ulteriormente replicare ai suoi insulti.

La Segreteria Nazionale del Coisp

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Mentre sto scrivendo questo post ricevo un’ulteriore missiva da un certo Franco, che immagino essere un membro del sindacato, visto che risponde direttamente alla mia prima email, allegata sotto:

…..Fra 10 anni per il Sig. Pablo Renzi i No TAV saranno descritti come dei tranquilli campeggiatori disturbati da Poliziotti delinquenti che scaricavano lacrimogeni nocivi in mezzo al bosco….. Non so che ambienti frequenti il il Sig. Renzi, ma vista la distorsione della realtà che riesce ad elaborare la sua testa, è evidente che certe sostanze non circolano solo “nelle caserme”. Franco.

Evidentemente sono stato l’unico a lamentarsi per l’infelice iniziativa del manifesto, e forse è la cosa che mi rattrista di più.


la replica del Coisp

Dopo la mia lettera di venerdì ecco arrivare pronta la risposta della Segreteria Nazionale del Coisp.
Non mi aspettavo niente di più, purtroppo, ed è per questo che ho deciso da subito di adottare un tono sarcastico e rinunciare al dialogo: da parte loro non ne ho visto alcuno.
Né ho intenzione di replicare, non ho altro da aggiungere di fronte alla cecità di queste belle persone.

 

Grazie per le belle parole. Non esiste la benché minima proporzione quantitativa tra le immagini esposte dal Coisp sul camion che gira a Genova in queste ore e gli undici anni di immagini che sono state proposte ovunque (forse lei non frequenta le manifestazioni) le dietrologie sugli infiltrati e le regie occulte e tutte le amenità sull’argomento, hanno sepolto la realtà dei fatti.

Siamo certi che la sua visione sull’argomento non sarà scalfita dalla nostra iniziativa che, dato il successo che sta riscuotendo, cercheremo di riproporre fino a quando l’espressione democratica “belle merde” le sarà consentita, noi  esprimeremo la nostra opinione.

Nelle nostre caserme  si pensa che “ci è andata bene” quando portiamo a casa la pelle. Liberissimo di continuare a credere altro.

La Segreteria Nazionale del Coisp


Ottimo lavoro!

“Ottimo lavoro!” è l’oggetto dell’email che ho appena spedito al COISP, il sindacato di Polizia, che oggi ha affittato un camion pubblicitario per portare a spasso per le vie di Genova il suo manifesto commemorativo dei fatti del G8.

Sono fotografie delle devastazioni in città da parte dei manifestanti durante il vertice del 2001, corredate dallo slogan “L’estintore quale strumento di pace. Liberi di fare questo!”.

Non sto a raccontarvi come mi ha fatto sentire un gesto del genere, ma l’ho raccontato a loro, potete leggerlo qui sotto:

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“Sentenze della Cassazione sulla Diaz: ora svoltiamo pagina e non fomentiamo l’odio nei confronti dei servitori dello Stato!

Questo l’ho trovato sulla prima riga del vostro comunicato stampa successivo alle sentenze sulla Diaz, e devo dire che mi ha trovato abbastanza d’accordo, l’odio nei confronti delle forze dell’ordine è sbagliato a prescindere dal loro comportamento, e poi ci si dimentica troppo facilmente di chi svolge il proprio dovere con impegno, e di quei poveracci che dentro la divisa ci hanno lasciato la pelle.
Certo, se da parte di chi ti difende ci fosse anche l’impegno a non scassarti di botte sarebbe tutto molto più facile, ma bisogna capirli, sono stressati, li insultano, qualcuno si prende anche degli sputi, e poi capita a tutti una giornata storta, no? E comunque la polizia al G8 non ha ammazzato nessuno, quelli sono stati i carabinieri!

Oggi invece leggo che il COISP di Genova, il sindacato di Polizia, ha affittato un camion pubblicitario e l’ha tappezzato di foto delle devastazioni compiute in quei giorni in città; lo slogan scelto a commento è una perla di stile: “L’estintore quale strumento di pace. Liberi di fare questo”.

Beh, ragazzi, tanto di cappello, davvero! La Polizia di Stato ha salvato la faccia tante volte che non si contano più: gli abusi del G8, i vari Cucchi e Aldrovandi, la cocaina che girava per le caserme, la mano pesante in Val Susa..  C’è sempre stato qualcun altro a cui dare la colpa, in qualche modo ve la siete sempre cavata, ci voleva una bella figura di merda dall’interno!

Perché se ci pensate è un vero colpo di genio: dopo le sentenze miti agli agenti per le torture alla Diaz e la sproporzione di quelle ai manifestanti per le vetrine spaccate, dopo la promozione sul campo di tutti i pezzi grossi coinvolti, dopo che l’opinione pubblica è riuscita in qualche modo a metabolizzare anche questa ennesima porcata, ecco che il COISP manda per strada il suo messaggio dove interpreta, pensa un po’, la parte della vittima. Le vittime! Non avete pensato di starvene zitti e ringraziare che anche stavolta v’è andata bene, no, macchè! A Genova si direbbe che avete “rimestato la merda col bacchetto”, e non credo di dovervi spiegare cosa significa.
Ma chi è stato quel mago del marketing che ha avuto questa bella pensata? Davvero, se avessi voluto infangare l’immagine della Polizia non avrei saputo scegliere un sistema più efficace che far circolare a Genova, nell’anniversario del G8, un’immagine che riporta alla memoria quei giorni in cui la giustizia non stava più dalla parte di nessuno, i pacifisti facevano la guerra e chi doveva proteggere i cittadini li massacrava.

Genova se le porta ancora addosso quelle ferite vecchie di undici anni, non c’è bisogno che qualcuno vada a buttarci del sale sopra, e soprattutto non che a buttarcelo sia una delle parti che quelle ferite le ha provocate. Volevate ricordare che i manifestanti erano brutti e cattivi? E volete ricordarcelo voi?? Ma credete di vivere in mezzo a dei deficienti o cosa? Va bene che a frequentare solo caserme poi uno si confonde, ma vi garantisco che qui fuori esistono anche dei cervelli funzionanti, ci sono persone in grado di ricordare quel che è successo, e se è il caso sbattervelo in faccia. Certo, non fa male come un tonfa (soprattutto quando impugnato al contrario), ma lascia delle ferite che ci mettono molto più tempo a rimarginarsi. Pensate se per le strade circolassero le foto di Alessandro Perugini, allora vice capo della Digos, mentre prende a calci in faccia un minorenne, peraltro tenuto fermo da due agenti, metti che non riesca a centrarlo. Pensate che bell’immagine a corredo delle assoluzioni, prescrizioni e insabbiamenti che hanno restituito al Corpo quel candore che in fondo sa benissimo di non meritare.

Oppure davvero l’intenzione del sindacato di polizia era quella di svergognare il corpo una volta per tutte, e far capire che la violenza eccessiva non è dovuta ad alcune mele marce nei reparti, ma è un sistema riconosciuto e giustificato, un valore da difendere, un diritto acquisito insieme alla divisa, e in culo al cittadino.

Per quel che mi riguarda ci siete riusciti, quel poco di rispetto che il G8 di Genova non era riuscito a strapparmi me l’ha portato via il vostro manifesto.
Belle merde.

Pablo Renzi

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occasioni mancate

Vedi certe volte a non sapere in tempo le cose, mentre sono qui a scrivere le mie cazzate su un blog che non leggerà nessuno perché il mondo ha di meglio da fare che stare a sentire i lamenti di uno zero come me, alla FNAC si esibisce il mio artista preferito, il mitico Fabri Fibra Non l’avevo mai cagato, finché non mi è capitato di sentire una sua canzone per radio, su Radio 3, a Fahreheit, fra un pezzo di percussioni africane e la presentazione di una biografia dell’inventore del kazoo. La canzone l’hanno tolta immediatamente, e il regista torturato coi chiodi arroventati, ma ormai le sue parole e i suoi ritmi trascinanti mi erano entrati nel sangue. Tornando a casa mi sono fermato in un negozio e ho comprato il suo ultimo disco, Tradimento, e da allora non ascolto altro.
Che crasto, ci sto troppo dentro! Questo qui spalanca da paura, mica come quei babbi di merda che si sentono per radio, buoni solo ad asciugare i coglioni!
C’è una sua canzone troppo figa, che dice

e mica è un caso che racconto di Carletto Giuliani
o di altra gente scomparsa dall’oggi al domani
se ti immedesimassi in me capiresti i miei piani
non sono poi cosi diverso dai tanti italiani
che la mattina vanno in bagno con le palle dei cani
al posto degli occhi per un turno e uno stipendo da infami
in un sistema che è meglio se ne stiamo lontani

Cioè, anche un pezzo di denuncia, che parla del G8, che lui è un cantante che se vuole è anche impegnato, mica solo uno che fa le canzoni che piacciono ai pivelli, cioè, ci vogliono anche quelle, però certe volte devi anche fermarti a pensare a quello che succede, no?
E poi ce n’è anche un’altra, che il sito del Mentelocale dice che è un manifesto duro, che uno se vuole può condividerlo o no, ma che comunque è un pezzo troppo duro, e che dice

Se c’è una cosa che odio è il rap positivo
quando penso che esisto già mi nausea essere vivo
sono un morto apparentemente un maniaco depressivo
in me non c’è niente di umano specie quando scrivo

Anch’io mi sono messo a scrivere il rap come il mio idolo Fabri Fibra, poi glielo portavo quando veniva a Genova, solo che non l’ho letto che veniva oggi e così ho perso troppo la mia grande occasione. Che poi non è vero che l’ho persa perché ho letto che viene anche al Goa Boa insieme a quel fallito di Mondomarcio, che a mia sorella ci piace troppo ma a me non mi piace che sembra che cià la bocca che stava mangiando e gli hanno detto “oh Mondomarcio, tocca a te!”, e lui si è infilato il boccone in bocca ed è salito sul palco e mentre canta mastica.
Quando viene a Genova Fabri Fibra gli porto il mio cidi con la canzone che ho scritto e che ho dedicato alla mia ragazza, e che fa così

Quando ti ho vista camminare per la via
mi sono sentito la testa andare via
mi sono sentito come l’epifania
che tutte le feste si porta via
e sono salito come su una funivia
ma senza la cabina e infatti sono caduto subito
sarà per quello che non mi hai cagato e sei andata via
Ma per fortuna mia
andavi da mia zia
che stava in quella via
e non ti ha fatto più andar via
così sono arrivato e ti ho fatta mia
da mia zia
che per non dar fastidio è andata via
in una casa che ha in Val Badìa
e meno male sennò menavo anche lei