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Traslochi

  1. Regalare la televisione al vicino e al suo posto montare una libreria.
  2. Fare avanti e indietro dalla stanza del casino con scatoloni di libri che non trovavano spazio nei vecchi scaffali.
  3. Tirare giù tutto e rimettere a posto in rigoroso ordine alfabetico.
  4. Contemplare soddisfatto il risultato.
  5. Inorridire scoprendo che il mio libro è finito subito dopo Esercizi Di Stile di Queneau.
  6. Cercare su internet il numero di telefono dei discendenti dello scrittore per porgere le mie più sentite scuse.
  7. Accorgersi in tempo di aver lasciato fuori un libercolo sulla storia dei pirati, che fa si che adesso Acapistrani si trovi fra una masnada delle peggiori carogne che abbiano mai solcato i mari e uno scrittore di noir beffardo.
  8. Fuck yeah.

inedita domenica

Pomeriggio in fiera, a girare per case editrici, a rinunciare a malincuore a troppi titoli, per ragioni ormai più di spazio che economiche. Applaudito Tambu che mi ha convinto a utilizzare google analytics, se solo me lo consentisse la casa madre, salutato vecchi amici, tornato a casa.
Il Subcomandante ha trovato una guida utilissima all’acquisto democratico, dove sono elencate tutte le aziende che hanno scheletri nell’armadio. Mentre spedisco ARTErnativa lo sento qui dietro che mi catechizza sulle sue nuove preferenze alimentari:
“L’acquapanna possiamo comprarla, che la Sanpellegrino non affama nessuno. La Loacker possiamo comprarla, che fa anche i rittersport e sono bravi.”
“Però quelli gialli col riso soffiato non li fanno più. Guarda se c’è scritto come mai non li fanno più.”
“Il bricosenter è della Rinascente! Non compriamo più le pinze al bricosenter!”
“Mai comprate. Ti restano in mano i manici.”
“Bravo! E non comprare neanche la benzina alla Erg.”
“Evade le tasse o inquina i laghi alpini?”
“Sponsorizza la samp.”
“E Maradona?”
“Maradona è megl’e pelè.”
“Giusto.”