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ci salverà Veltroni?

L’altra sera il Subcomandante è arrivata a casa e si è precipitata davanti al pici a trafficare. Si trattava dell’ennesimo proclama, così ho sbirciato da dietro la sua spalla.
Stavolta ce l’aveva coi produttori del videogioco Prince Of Persia. Essendo la Persia l’antico Iran, gli invasori che devi eliminare sono per forza iracheni. Il fatto di averli resi così sanguinari e difficili da uccidere non può che essere un messaggio propagandistico a favore della campagna militare americana in quel paese: del tipo “vedete che gli iracheni sono bastardi? Bisogna ucciderli tutti!”.

Mi sa che in quelle saponette nuove che sta usando ci sono delle sostanze che picchiano in testa, ho provato a spiegarle che la Ubisoft, casa di produzione del gioco, non è americana, ma francese, ma secondo lei ciò avvalora maggiormente la sua teoria, è in atto un piano di destabilizzazione oscuro e tentacolare, che si estende in ogni parte del mondo.

Alla fine del proclama vedo che firma E.C.R.N, e le faccio notare l’errore ortografico.

“No, è giusto, Ejercito Cadigattista di Revoluciòn Nacionàl!”
“Guarda che è Liberaciòn Nacionàl”, insisto.
“Ma a me piace di più Revoluciòn.”
“La revoluciòn è finalizzata alla liberaciòn!”, le faccio.
“La liberaciòn comincia con una revoluciòn!”, obietta.
“C’è un tempo per combattere e uno per ragionare!”
“Siete solo dei parolai!”
“La sinistra radicale deve adeguarsi alla linea politica della coalizione!”

Insomma che siamo a un passo dalla crisi politica. Per evitare una scissione decidiamo di metterla ai voti, chi otterrà la maggioranza deciderà il nome del movimento.
Un’ora più tardi la casa è tappezzata di manifesti.

ecln vota  ecrn vota copia

La sede dell’Ejercito Cadigattista di Qualcosasarà Nacionàl è abitata da cinque elementi: El Bastardo vota subito come lo consiglia il proprio ruolo di fedele luogotentente, mentre Jack viene convinto ad appoggiare la mia causa sotto la minaccia di non portarlo più a passeggio. A questo punto l’ago della bilancia diventano gli indecisi, composti esclusivamente da Morelia Toñita De La Selva De Lacandona.

Il Subcomandante Marzia la rimpinza di croccantini, io le faccio leccare i coperchi dei barattoli di yogurt, ma nessuno sembra avere la meglio sull’altro. L’unica a godere dello scontro è la stessa Morelia, che in un paio di giorni ha già messo su una pancia tonda come una cornamusa.

cameraNel frattempo in casa non si riesce più a vivere, ci sono manifesti anche in bagno, e ogni volta che apri un cassetto saltano fuori volantini elettorali.

Io e il Subcomandante non ci parliamo più, comunichiamo solo attraverso la lavagna, lo facciamo il meno possibile e solo per necessità di sopravvivenza, ma anche così non riusciamo a non litigare:

“Compra l’olio che è finito”
“L’avevo comprato IERI, l’hai usato tutto per fare le PATATINE FRITTE?”
“No, semmai sei TU che ti ci sei condito L’INSALATA!”
“Le patatine fritte sono da FESTA DELL’UNITA’!”
“L’insalata è SCIAPA come le vostre PROMESSE rinsecchite!”
“Voltagabbana!”
“Parolaio!”

salottoE tutto questo casino non sembra essere destinato a risolversi finché quella bagascia di Morelia Toñita non prenderà una decisione. Ieri sera è venuta a dormire con me sul divano (e si perché di dormire insieme al Subcomandante non se ne parla), ma stamattina a colazione era lì che faceva le fusa al nemico. sospetto fortemente che faccia il doppio gioco per interessi personali.
Di questo passo non si sa dove andremo a finire,
siamo al punto che sia io che il Subcomandante abbiamo pensato di accogliere in casa un altro animale per accaparrarci la maggioranza. Lei ha progettato di accogliere un altro gatto, dove sa di avere un vantaggio, io sto cercando di convincere Ugo e Gina a venire a vivere in casa con noi.

ugogina

Ugo

Gina


coming soon

direttivo eclnDoveva essere un giorno di festa per El Bastardo e la sua compagnaMorelia Toñita De La Selva De Lacandona. Una gita al prato dietro la sede dell’Ejercito Cadigattista di Liberaciòn Nacionàl era quel che ci voleva per rilassarsi un po’, dopo tanti giorni di barricate.
Loro due soli, un ambiente sereno, bucolico, chissà che la bella Morelia non decidesse di concesersi finalmente e si lasciasse portare dietro qualche fratta..

 

 

 

 

 


Ma il pericolo era dietro l’angolo, sotto le spoglie del terribile Gattogrì, capo delle squadracce reazionarie al soldo del regime.
Per difendere la bella Morelia Toñita El Bastardo non esitò ad affrontare quella belva sanguinaria, un tempo suo carissimo amico, prima che la revoluciòn li portasse sui fronti opposti della barricata.
Morelia Toñita, dal canto suo, non vedeva l’ora di svicolare, a casa qualcuno aveva riempito la ciotola di croccantini, e se si sbrigava poteva mangiare i suoi e quelli del compagno.

 

 

 

 

 

El Bastardo affrontò Gattogrì in uno scontro all’ultimo sangue, ma ebbe la peggio. Venne lasciato in mezzo al campo come morto, in una pozza di sangue, con le mosche che gli giravano intorno e gli avvoltoi che planavano in cielo pronti a ghermirne i poveri resti, su cui già aleggiava l’odore acre della putrefazione.

 

 

 

 

Ma non era morto, la puzza era quella che aveva sempre avuto. Venne soccorso dal Subcomandante Marzia e medicato, quando la sua vita era appesa a un filo sottile come quello che si usa per attaccare i bottoni e che te li lascia sempre un po’ ciondoloni, che lo sai che appena ti pieghi li perderai di nuovo, e ci stai attento a chiuderli, ma tanto è inutile.

 

 

 

 

 

 

El Bastardo trascorse un lungo periodo di degenza sulla sedia della cucina, allietato dalla compagnia di Morelia Toñita, che con la pancia piena era più disposta a sopportarne la puzza, e nel suo cuore covava desideri di vendetta. El Bastardo, non Morelia Toñita, lei nel cuore covava solo il desiderio di mangiare ancora, mangiare sempre, mangiare mangiare mangiare mangiare..

 

 

 

 

 

 

La ECLN Peliculas presenta una storia di unghiate e di pelo, di vendetta e di croccantini..

La storia di un guerriero che torna dalla tomba per vendicarsi di colui che gli ha portato via quanto aveva di più caro.

Il 28 gennaio 2007 El Bastardo ucciderà Gattogrì.

kill gattogri

aggiornamento di uno stato qualunque

Oh bentornato! Ehilà, che piacere rivederti! Finalmente! Oh ma dove cazzo eri finito?
Che uno per tornare bisogna che se ne sia prima andato, e ciò non è sempre vero, a meno che non si consideri anche l’andar via di testa, che allora belin che viaggi ci si è fatti. Anche se a dire il vero qualche andarvìa ce lo si è fatto anche qui, in questa parentesi di nonscrivoniente nonchiamonessuno, che è vero poteva ricordare i bei (?) vecchi tempi quando ci si chiudeva talmente a fondo in sè stessi da portarsi anche da mangiare perché laggiù in fondo c’era da fare parecchie scale a piedi e con la spesa avanti e indietro sai che braccia che ti vengono.
E invece no, non si trattava dei bei (?) vecchi tempi, stavolta non ci sono musi da bracco ad accompagnarci per la strada, sguardi fissi al pavimento, pensieri che si accavallano in testa così veloci da risultare incomprensibili anche a noi stessi, bestemmie digrignate sottovoce, che in quei bei tempi lì ce n’è una fioritura che manco all’euroflora. No, stavolta ci si dimentica di scrivere telefonare farsivedere allimiteunmessaggiomanonèdetto a causa dei bei tempi quelli senza punto interrogativo fra parentesi, che ci fanno scordare che esiste un mondo al di fuori di noi esattamente come quelli belliproprioperuncazzo, ma con la differenza che stavolta lo sguardo spazia ovunque, e il muso se proprio dev’essere da bracco almeno ha una palla in bocca e scodinzola felice.
Palla nel senso di giocattolo, non di testicolo, che sennò la felicità del bracco andrebbe di passo col dolore di un mammifero di sesso maschile non meglio specificato.
E si perché in questi giorni di vuoivederechecihannoilpicirotto forsesonostatisequestrati è successo quanto segue:

  1. Siamo stati in turnè a Parma, presso la Biblioteca Clandestina Errabonda tirata su da quel vecchio volpone dell’Alessandrocinelli, dove la parte meno produttiva dell’Ejercito Cadigattista di Liberaciòn Nacionàl ha presentato un paio di quadri letto un paio di racconti strappato un paio di applausi vuotato un paio di bottiglie. Bello, lo rifarei tutti i giorni, approfitto della parentesi per ringraziare chi mi ci ha voluto e spero di ricambiare al più presto l’ospitalità in quello che presenterei come punto 2.
  2. Abbiamo quasi terminato i lavori alle Cappe Rosse, anche se dovrei dire che il Subcomandante Marzia ha quasi terminato, visto che io, in qualità di parte meno produttiva dell’Ejercito Cadigattista di Liberaciòn Nacionàl, mi sono limitato a brevi quanto inefficaci comparsate. Chiedo le attenuanti signor giudice, quella grossa cagna per cui lavoro non mi permette di usufruire delle ferie arretrate per contribuire in manodopera a ciò che si appresta a diventare la mia occupazione principale, se non in tempo almeno in ambizioni. Anche in questo caso vorrei aprire una parentesi per ricordare ad amici, nemici e visitatori occasionali che, che senza una tessera ARCI non possiamo farvi entrare, e che siete nemici le consumazioni si pagano.
  3. El Bastardo e Morelia Toñita De La Selva De Lacandona, la sua nuova subalterna, hanno mangiato una scatoletta al tonno e salmone e hanno scagazzato per tutto il sottoscala, costringendoci a un lavoro ignobile di pulizia, col risultato che alla fine tutta la cucina puzzava di merda tonno salmone e candeggina. La prossima volta che si azzardano a fare una cosa del genere li sotterro in giardino.
  4. Ci siamo ricordati di quanto sia bello restare abbracciati sul divano a guardare la prima stupidaggine che passa in televisione, senza neanche guardarla davvero, giusto per il piacere che dà spegnerla e ascoltarsi respirare. Sono innamorato di questa ragazza, e alla fine i punti uno due e tre non sono altro che macchie di colore in un quadro, e non è certo stando col naso appiccicato alla tela che riuscirai a decifrarne il disegno. Oltretutto se il colore è ancora fresco ti macchierai tutta la faccia..