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referrers

Ragazzi, quanta soddisfazione mi danno i miei referrers!
Siamo solo al 9 febbraio e già le persone che capitano qui tramite motore di ricerca mi stupiscono per la loro immaginazione.

Dominano come sempre i cercatori di Sveva Sagramola nuda. Di schifosi pervertiti ne ho conosciuti tanti, ma certi eccessi mi disturbano ancora.

Seguono a ruota quelli di Brigata Speloncia. È da un po’ che non parlo di loro, o degli altri allegroni dell’Ottavio Barbieri. Devo dire che nelle ultime settimane hanno dimostrato una certa civiltà, non hanno picchiato chi sosteneva Preziosi, non hanno cercato di andare a sparare alla propria moglie, non hanno assaltato le tifoserie avversarie. Ochei, si sono fatti multare per avere introdotto e acceso fuochi d’artificio allo stadio durante l’ultima partita, ma siamo sinceri, è stata l’unica cosa bella che si è vista in campo in novanta minuti! Continuate così, ragazzi.

Alessandra Lazzari non so chi sia, non ho voglia di cercarla su guggol. Se qualcuno la conosce può segnalarmelo, provvederò a includere una sua breve biografia in uno dei prossimi post, a uso dei malcapitati visitatori.

C’è anche, fra i miei visitatori, chi ha cercato “confini” mignanego busalla. Dovrebbe rivolgersi al catasto comunale, credo che lì sappiano qualcosa di più, io posso solo immaginare. Dunque, così a spanne dovrebbero essere dalle parti dell’ospedale di Busalla, sai dove c’è quella baracca che si vede dalla statale? Da lì prosegui verso il Passo dei Giovi, quando arrivi al traliccio dell’alta tensione (non il primo, il secondo) chiedi.

“formaggi norvegesi” Roma. Ma Roma è la marca dei formaggi norvegesi? Non mi stupisce, in Francia ho trovato una Pizzeria Milano che mostrava sull’insegna la Torre di Pisa e il Colosseo.

“Quarantaquattro gatti” pina. Questa la lascio all’esperto, il Dott.Hardla. Io davvero non saprei cosa rispondere. È forse una sequenza inedita di un Fantozzi, dove la moglie del protagonista intonava l’allegro motivetto con risultati discutibili?

“tradivo mio marito”. Anche lui, se proprio lo vuoi sapere. Con tua cugina.

“>Cara democrazia fossati eugenio“. Si, è la nuova canzone del cantante che ha scritto anche Una Notte In Italia. Ha cantato anche una canzone con quello che canta Extraterrestre, Ivano Finardi.

Qualche coraggioso ha chiesto consigli per “>cena romantica Novi Ligure“. Spero di non dovermi mai trovare in una situazione analoga, il posto più romantico di Novi è il rettilineo di Barbellotta, non tanto per l’atmosfera evocativa, quanto per il numero di “distributrici a pagamento di pratici surrogati del rapporto amoroso”. Voglio comunque tentare di dare una mano: se doveste trovarvi a Novi Ligure con una ragazza desiderosa di romanticherie, e fosse tosto l’ora di cena, ecco un paio di soluzioni rapide:
1. Panino al bowling, partitella a ping pong per digerire ed elegante infratto presso l’attiguo motel. Parcheggio in comune, molto comodo;
2. Cena alla pizzeria di cui mi sfugge il nome, quella al primo piano di un orrendo edificio, dove una sera con gli amici abbiamo festeggiato il compleanno dell’uomo nero, e infratto nel viale del cimitero, che non dovrebbe distare molto. In alternativa c’è il posteggio della piscina comunale, ma attenti a non incappare nei Cabiddu, famigerata famiglia mafiosa che imperversa in quella zona;
3. Aperitivo da Carletto, la pasticceria di Via Girardengo. Dopo non è prevista alcuna copula, il culo ve lo fanno loro a tutti e due quando vi presentano il conto.

Insidie nella testa. È quando canti una canzone che ti gira lì per lì, e per qualche subdola associazione di idee ti ritrovi a pensare a quella sera in cui sei tornato a casa e hai trovato tua moglie appesa alla spalliera del letto, con uno sconosciuto che le schiacciava i punti neri sulla schiena.

Paolo scopa. Beato lui.

Spassky, 18 febbraio. È quando ho scritto quel dialogo su quello che ci prova con quella fidanzata, e tutatuntratto entrano i Monty Python. 


ciucio inciorno a ce

Alcuni lettori del mio blog hanno ricevuto un mio messaggio sul proprio cellulare, domenica mattina, dove li informavo che avevo cambiato numero, e li invitavo a sostituirlo con l’attuale.

I più fortunati fra loro hanno ricevuto non uno, ma due messaggi, dato che il primo gliel’ho mandato col vecchio numero, attirandomi diverse risposte sarcastiche che non starò a riportare.

E’ successo che il numero che tutti conoscevano lo stavano conoscendo un po’ troppo tutti, e quando dico tutti intendo proprio i miei datori di lavoro, che non ricordano mai quando finisce la mia giornata e mi cercano anche oltre tale orario. Pensavo di risolvere il problema adottando una scheda alter ego, di quelle che contengono due numeri, e tu come niente passi da uno all’altro rendendoti irreperibile quando occorre.

Detto fatto mi sono recato presso Stereoqualcosa, un negozio dall’insegna enorme all’inizio di Novi Ligure, proprio davanti al supermercato, e mi sono fatto spiegare il funzionamento della scheda, ho versato 15 euri e me la sono infilata nel telefono, sotto gli occhi compiacenti della commessa.

Arrivato a casa ho subito realizzato che qualcosa non andava come avrebbe dovuto, quando ricevevo chiamate sul numero nuovo, corrispondente al profilo 2, il telefono mi visualizzava “identità sconosciuta”. Che fosse uno sconosciuto davvero o mia sorella, il mio cellulare non faceva distinzioni, per lui erano tutti sconosciuti, e io dovevo tirare a indovinare chi fosse la voce dall’altra parte.

Ohibò, e a che mi serve un telefono figo che memorizza foto e suonerie per ogni contatto, se poi quando mi chiamano mi appare sempre la faccina grigia dell’estraneo? Qui bisogna armarsi di coraggio e telefonare al 190!!

Ogni volta che devo chiamare il servizio clienti vodafone mi viene da piangere, in genere consumo tutta la batteria prima di digitare il numero corrispondente al servizio richiesto, sorbendomi dalle dieci alle quindici volte la pubblicità alla promozione del momento.

Vabbè, bisogna farlo, non ci sono alternative..

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Digita 2 per informazioni su qualunque altra offerta Vodafone, per sperare di avere assistenza da quei tre poveretti che alle nove di domenica sera sono ancora al lavoro in barba a qualunque carta dei diritti del lavoratore, per scoprire i vantaggi che Vodafone ha tenuto in serbo per te, per tua sorella e per tua zia;
Digita 3 per informazioni su come attivare…

Digito 2 maledicendo la vocina registrata e la sua voce esageratamente allegra, si vede che a lei non hanno venduto un servizio maffo..

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Digita 3 se vuoi mandare a fare in culo Luca Conforti del servizio clienti e tutta l’azienda compresa Meganghei;

La faccio breve, digitando 2, poi 9, poi 3, arrivi a parlare con un operatore, o meglio, arrivi al nastro registrato con la canzoncina dei Rolling Stones che impari subito a detestare, dato che l’attesa varia dagli 8 ai 25 minuti.

Alla fine mi passano Riccardo, cui espongo il problema.
Riccardo è molto gentile, ma di schede sim alter ego ne sa poco più di me, mi consiglia di provare la scheda su un altro telefono e sperare, sennò di richiamare, che chiederà all’ufficio tecnico.

See, richiamare e trovare di nuovo lui al primo tentativo.. Se avessi così tanto culo vincerei al superenalotto e me ne sbatterei le balle di questi problemi.

Riprovo a chiamare dopo avere constatato che la scheda su un altro apparecchio funziona bene. Mi risponde Marco.
Marco ne ha per i coglioni di stare lì la domenica sera alle nove, e si sente. Forse ha una ragazza che lo aspetta a casa, da qualche parte in Lungarno (Marco ha un forte accento fiorentino), forse la ragazza lo ha appena chiamato sul suo cellulare privato che funziona e mostra immediatamente chi c’è dall’altra parte, e gli ha detto che le dispiace ma non lo ama più. Magari non gliel’ha neanche detto a voce, magari gliel’ha scritto via email, e adesso Marco ha una carogna sulla spalla che agita la coda e la sfrega sul pavimento. E di ascoltare me non glene potrebbe fregare di meno, così mi liquida in fretta mostrandomi tutta la propria impazienza: “Swiccia fra un numero ell’altro no? Holla vosce attiva numero no?”, e mi molla lì.

Naturalmente è inutile che gli faccia presente che tale voce sul menù non compare, mi ha già sbattuto il telefono in faccia, lasciandomi a riflettere sull’abilità di sua madre nello swicciare fra un siluro e l’altro.

Il terzo operatore della serata si chiama Andrea, e si capisce subito che è la persona giusta. Intanto mi fa presente che ogni volta che passo da un numero all’altro spendo 19 centesimi, cosa che la signorina del negozio mi aveva allegramente omesso; inoltre mi chiede, ed è il primo, quale telefono sto usando, “perché sa, ci sono telefoni che non sono compatibili con questo tipo di schede”, e guarda un po’, il mio è proprio fra questi. Anche questo avrebbe dovuto dirmelo la signorina del negozio Stereominchia di Novi Ligure proprio davanti al supermercato all’inizio del centro abitato arrivando da Serravalle.
Pare che la signorina di Stereobastardo mi abbia tirato quello che familiarmente è definito un culo, perciò io domani dovrò tornare in quella ridente località, fare le mie ragioni, e invitare la simpatica signorina di Stereoammazzati a prendersi in casa la sua concittadina Erika e a regalarle una collezione di spade giapponesi molto affilate.