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dammi solo un secondo.. indizio

La più grande caccia al tesoro del blog di Spassky ha preso il via, e già i giornali non parlano d’altro. Ieri mi ha telefonato il direttore di Repubblica chiedendomi cosa succede una volta giunti in città (non dico quale per rispetto a chi volesse entrare a partita iniziata, o farsene una per conto proprio); anche i concorrenti della prima ora si stanno affollando sul molo (come che molo? Aspetta, che ti spiego).

Credo sia giunta l’ora di dare l’ultima indicazione.

Attenti! Con quest’indicazione potrete anche terminare il gioco!

INDIZIO N.2

Allora, dicevamo che dovreste trovarvi su un molo. Come su un molo? Io sto davanti al mio monitor! Aspetta che ti spiego.. Se non ci siete arrivati non importa, questo indizio può essere sfruttato anche da voi scrocconi che speravate di saltare tutti i passaggi difficili e arrivare direttamente alla soluzione senza sbattervi. Non c’è problema, davvero, vi basterà applicare queste indicazioni a tutti i moli del mondo! Per voialtri invece che avete seguito tutti i passaggi, vi siete guadagnati questo aiutone. Siete pronti?

Allora, siete su un molo. Fa un freddo cane, ma voi indossate un bel giaccone pesante e un berretto di lana. E siete appena sbarcati da un battello di marinai buontemponi, che vi hanno regalato una bottiglia di scaldabudella di quelle parti, e con quello resistete benissimo al freddo, un bel sorso e via!

Cominciate a camminare lungo il molo fino a raggiungere un grosso edificio rosso e uno piccolo blu, posti ai due lati del molo. Passateci in mezzo, davanti a voi potete vedere l’uscita. Uscite, e fatevi un’altra golata. Ora siete sulla strada principale, davanti a un edificio col tetto nero. Camminate accanto a esso, e costeggiate il parcheggio alla vostra sinistra, fino a raggiungere un incrocio.

Qui bevete un altro sorso di scaldabudella, tirate il fiato e svoltate a destra. Andate dritti, superate l’incrocio successivo, e raggiungete quello che viene dopo. Vi gira un po’ la testa per l’alcool che avete in corpo, ma riuscite ancora a distinguere il parcheggio alla vostra destra. Non è difficile riconoscerlo, fra tutti quei capannoni. Certo, con un autobus si fa prima e ci si risparmia quel panorama triste, ma l’avventura è l’avventura, non vi lamentate! Lo vedete quel palazzone giallo che svetta davanti a voi? Laggiù, dopo l’altro incrocio! Raggiungetelo, ci vediamo là sotto..

Ah siete arrivati finalmente! Visto dove vi ho portato? In una zona pedonale! Dai che siete quasi arrivati! Attraversate i giardinetti fino all’angolo opposto, andate a sinistra costeggiando il palazzo rosso dal suo lato più corto. Dovreste avere il palazzo rosso a sinistra e uno arancione a destra.

All’incrocio che segue (un altro??) svoltate a destra e tirate dritto. Superate il primo incrocio e raggiungete un viale piuttosto trafficato. Davanti a voi, se avete fatto le cose con attenzione, vedrete un luogo contrassegnato da una lettera. Riconoscetelo mediante la colonna sulla sinistra dello schermo.

Dai che abbiamo quasi finito, non vi resta che cercare il nome del luogo sulle immagini di google, e fra i risultati scegliere questo:

 Siete arrivati all’indizio successivo, complimenti!

Per quelli che riuscissero a superare anche l’ostacolo che verrà dopo e si presentassero alla fase finale, sul prato davanti alla porta, pongo la domanda che vale la vittoria:

Nel gruppetto di mezzo, come si chiama la persona a torso nudo? E quella col cappello?

Il primo che mi dà la risposta vince. Cosa vince? Un bel banner da esporre sul proprio blog, ma siccome io non so farli credo che mi farò aiutare da uno dei concorrenti, dando vita, in caso di una sua vittoria, a una ridda di polemiche sulla correttezza del risultato. Io lo dico prima, tanto per pararmi il sederino, non so chi vincerà nè se qualcuno si offrirà volontario a creare il banner, ma la butto lì. Se non accetta nessuno me ne farò uno per conto mio, coi pochi mezzi a disposizione.

La classifica finora, redatta per tappe, è la seguente:

Primo indizio – Dal Pablog a quell’altro posto:

  1. Hardla
  2. Fry Simpson
  3. Panchin
  4. Secchin

Secondo indizio – Da quell’altro posto a quell’altro ancora

  1. Hardla
  2. Secchin
  3. Panchin
  4. Forse c’è arrivato anche Fry Simpson, occorre una verifica

Terzo indizio – Da quell’altro posto ancora alla città

  1. Hardla
  2. Secchin
  3. Panchin
  4. Per il momento di Fry Simpson si sono perse le tracce.

Cos’aggiungere? Che a questo punto mi metterò a lavorare seriamente sulla Grande Caccia Al Tesoro Del Blog Di Spassky 2.0, che sarà molto più lunga e difficile, ricca di false piste e magari dotata anche di una leggera trama. Nel frattempo buona caccia!


a proposito di titoli banali

No, perché io poi mi formalizzo, e dico sta a vedere che non sono più capace di scrivere un titolo decente, che poi è anche vero che non sono mai stato capace di scrivere titoli decenti, che di solito i titoli li considero una cosa che serve a me a ritrovare il pezzo dopo che l’ho messo via nella memoria confusionaria del mio pici, e difatti quando vedo un pezzo con un bel titolo azzeccato tante volte mi piace di più il titolo del pezzo stesso, soprattutto quando il pezzo in questione fa cagare e l’ho letto solo attirato da titolo.

Per dire, il post precedente l’ho scritto solo per motivare il titolo, che mi piaceva un casino fin da quando l’ho trovato sul libro, diciamo che è stato un omaggio.
Per dire, a me uno che è bravissimo a scrivere i titoli è Cinelli, che una volta ho scritto un racconto partendo dal titolo e ce ne ho messo uno tipo quelli che scrive lui, ed è stato un successo. Vabbè, il racconto non era male, ma il titolo non c’entrava una cippa, però non se n’è accorto nessuno, e tutti a dire machebelracconto.
Per dire, un altro che secondo me fa dei bei titoli è Alberto, anche se questo non lo giustifica a rompermi le balle quando ne faccio di banali.

E’ che io i titoli.. ah no, l’ho già detto questo..

Comunque poco fa ho aperto la pagina del brause per vedere se mi aveva commentato qualcuno il post precedente a questo, e come al solito mi è comparsa la prima pagina di Repubblica, che ce l’ho come pagina di apertura finché non ne trovo una più interessante. Per esempio quella del Clan dei Grifoni non ce la metto perché la aggiornano solo la mattina, e per tutto il giorno che la riapro resta uguale.
E poi un minimo di pudore ce l’ho ancora e almeno ci provo ad apparire come una persona che si interessa un po’ di quello che succede nel mondo.
Beh, dicevo che mi si è aperta la pagina di Repubblica, e bello grosso lì davanti c’era il titolo più banale e finto e assolutamente coerente con quello che credo siano i giornalisti di oggi.

titoli idioti

Perché io lo so come ragionano i giornalisti, me li vedo lì a scrivere il loro pezzo, conformisti e barocchi, tanto per dimostrare che dei pensieri associativi sono schiavo, e appena capita loro l’occasione di fare un titolo che etichetti la notizia e la rimandi a un’altra etichetta più grande gli viene duro. Anche se sono donne, gli viene duro lo stesso.

Il 14 febbraio 1929, in una New York coperta dalla neve, Al Capone si sbarazzò in un colpo della concorrenza, facendo giustiziare i capi di alcune bande rivali in un garage, e battezzando per sempre quel giorno come quello della “Strage di San Valentino”.
Da allora non c’è giornalista che non provi a ripetere la genialata, e appena da qualche parte nel mondo ci scappa l’ammazzamento in concomitanza di una festa comandata, si assiste a una gara a chi si aggiudica per primo il titolo clone. Ne ammazzano tre a natale? E’ la strage di natale, ovvio. Non importa il numero delle vittime, basta che siano plurali. Se qualcuno facesse fuori tre persone il dodici gennaio i giornali titolerebbero “Tre morti a Crebini Cazzuli”, e finirebbe lì.

Provate ad andare su un motore di ricerca, e ad associare Ferragosto a qualunque altro avvenimento degno di nota che non sia ovviamente un “esodo”. Non esiste alcun terremoto di ferragosto, incidente di ferragosto, o alcunché capitato il 15 agosto. A pasqua. a natale, qualcosa si trova, ma come la strage.. La strage di natale commemora la bomba sull’Italicus, nell’84, per  pasqua Israele fornisce quasi una strage all’anno con cui riempire i giornali, e a voler essere pignoli ho trovato anche una “strage della befana”, riguardante una famiglia di lupi avvelenata in Basilicata (bastardi, aggiungo).
C’è poco da fare, il fatto di sangue tira, lo sappiamo,  ma non potrebbero sforzarsi un po’ di più quando scrivono un pezzo?

Il Manifesto non è un giornale che mi piace granché, sebbene mi arrivi a casa tutti i giorni. Alla lunga mi rompo le balle a sentire sempre solo una campana, ma la prima pagina, ragazzi..
C’è sempre una foto su cinque colonne, e il titolo che la commenta mostra che in redazione ci sono persone con le palle. Qualche tempo fa è uscita una raccolta con le migliori prime pagine degli ultimi anni, un’opera imperdibile (che io ho perso, ma questa è un’altra faccenda), ironica, acuta, e spesso arricchita dal lavoro di uno dei migliori vignettisti in circolazione, Vauro, e dai pezzi di Robecchi, che quando è in vena è bello sagace.

Adesso aspettiamo che qualcuno regoli i conti il due novembre, e vediamo se qualche genio avrà l’intelligenza di titolare “La strage dei morti”.