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felicità raggiunta, si cammina per te su fil di lana

Stasera sono particolarmente felice, e non è perché la mia fidanzata si è levata dalle balle andando su a vedere chilavisto, nè perché non mi ha mozzato le mani quando ha scoperto che avevo passato il pomeriggio a preparare una cena miserrima dove non ci mangiava neanche lei che mangia come un fringuello morto.

No, stasera sono particolarmente soddisfatto perché una sera di qualche tempo fa, ravattando nel pici, avevo trovato una vecchia cartella documenti risalente a qualche antica ripartizione, e mi ero deciso a fare un po’ di pulizia e l’avevo eliminata senza neanche farla passare dal cestino; il problema si era posto mentre la cartella, che era di notevoli dimensioni, si disfaceva sotto i miei occhi, mostrando una barretta azzurra in crescita e una serie di nomi sopra che mi dicevano ciaociao: parecchi di quei nomi erano uguali precisi ai miei racconti terminati, incompleti o solo abbozzati. Insomma, in poche parole mi ero accorto troppo tardi di avere buttato via il lavoro (via, lavoro..) di una vita.
La mia prima reazione è stata "ops", seguita immediatamente dopo da un bizzarro ripasso dei miei studi di catechismo, in cui ogni nome proprio che riuscivo a ricordare veniva associato alla parola maiale.
Dopo avere aggiornato l’elenco telefonico del paradiso facendo finire ogni inquilino alla lettera p ho cercato di convincermi che in fondo si trattava solo di dati inutili, che tanto i racconti più belli li avevo già pubblicati, che da qualche parte avevo ancora un cidi dove conservavo i più vecchi, che sarebbe stata una bella occasione per rinnovare il mio stile, magari smettendo di scrivere una volta per tutte, non come ora che mi racconto di fare chissà che e invece alla fine non concludo una cippa. Ho fatto spallucce, mi sono voltato di là, ma era solo per non far vedere che stavo piangendo.
Perché io a quei racconti incompleti ci tenevo, cacchio! Era il mio periodo felice e spensierato in cui mangiavo bile a colazione e mi restava l’alito cattivo per il resto della giornata, in cui mi distruggevo di seghe (anche) mentali e scrivere rappresentava l’unico momento in cui riuscivo a far tacere il rumore che avevo nella testa, o perlomeno gli facevo dire quello che volevo io e non quello che piaceva a lui.
Mica come adesso che quando cerco di buttare giù due parole devo starci a pensare, a rileggere, e correggo, limo, riscrivo e alla fine mi scogliono e butto via tutto. Non mi sento spontaneo, probabilmente perché la spontaneità non è più necessaria, e tutto quello che scrivo mi sembra somigliare a un trattato: parole difficili, lunghe, periodi complessi, frasi corte, perfino un uso frequente del puntoevirgola, io che la punteggiatura l’ho sempre considerata un condimento da usare con parsimonia. E poi non so come sia, ma tutto quello che scrivo mi viene fuori allitterato! "Considerata un condimento", "risalente a ripartizione", sembra che lo faccia apposta, e la cosa che mi fa incazzare è che se lo faccio apposta non ci riesco, decido di scrivere allitterato e mi fermo alla terza parola e pianto lì.

Ma non è che volessi mettermi qui a raccontare del perché non so raccontare, tanto ho perso l’uso delle metafore, risulterei noioso, puntoevirgola! Quello che volevo dire stasera è che ho aperto un’altra cartella posteggiata lì senza arte nè parte e ci ho trovato dentro tutto il mio archivio intatto e aggiornato, compreso il vecchio blog che avevo cancellato, cioè questo che (non) state leggendo. Sono di un contento che potrei mettermi a cantare a.. Ecco, un’altra cosa che non mi riesce più di fare è usare i soliti luoghi comuni, mi pesa, mi schifa anche un po’. A squarciagola è un modo di dire che non voglio più usare, piuttosto dico che mi metterei a cantare a un volume che potrebbe risultare sconveniente a quest’ora, ma così si perde il ritmo e la freschezza del racconto, e senza ritmo non c’è più niente, infatti quando la fiat l’ha ritirata dalla produzione ha cominciato a fare la duna, che è una macchina che va bene giusto per i rapimenti.

Mi metterei, dicevo, a cantare come un castrato, elevando il mio tono a frequenze sopportabili solo da un sordo con la testa infilata in un secchio di sabbia..

..a proposito di sabbia, oggi ho visto Tropic Thunder, e una delle battute migliori è di Tom Cruise che al telefono coi terroristi grida "Ti inculo con la sabbia!"..

..chiuso dentro una cassaforte sepolta nella stiva di una nave affondata in mezzo all’oceano, ma il Subcomandante mi griderebbe di smetterla che non riesce a sentire la Sciarelli che intervista la mamma di Denise per sapere cosa ne pensa della scomparsa di Emanuela Orlandi rapita dalla banda della Magliana secondo la ricostruzione di Gianloreto Carbone. Li so tutti!

Perciò taccio e mi rileggo un vecchio pezzo di quando sapevo ancora scrivere come si deve.
Che poi lo so che fra un paio d’anni riaprirò questa pagina e mi divertirò a leggerla e penserò che oggi sapevo ancora scrivere, mentre nel futuro che sarà il mio presente avrò perso ogni velleità artistica e passerò le mie giornate al bar a bere la ceres con quell’ubriacone di Hardla, che da quando si sarà sposato avrà perso ogni voglia di vivere e anche di tornare a casa perché quella strega di sua moglie lo maltratterà costringendolo ad andare all’ikea a vedere se sono arrivate le tende nuove che quelle della camera da letto la faranno sentire costipata nell’animo o qualche altra definizione assurda che saprà inventare lapperlà, e Hardla mi racconterà che si era innamorato di lei proprio per quel suo modo sofisticato di parlare, e che ora (ora di fra due anni, naturalmente) la ammazzerebberà (futuro condizionale continuato) ogni volta che apre bocca, quindi ordinerebbe un’altra camomilla al mirtillo e prugna, perché dal matrimonio sarebbe diventato astemio (parrà che la moglie lo avrà minacciato di scegliere fra astemio e astinente, e lui non vorrà rinunciare a quell’ultimo raro piacere, visto che neanche più allo stadio lo lascerà andare, la vipera), e io per consolarlo gli rivelerò che ho sentito Secchin, e che lui fa una vita ancora peggiore, che a confronto le nostre mogli/conviventi sono Madre Teresa Di Calcutta, e Hardla girerà il coltello nella piaga dicendomi "Beh, la tua ci somiglia un casino a Madre Teresa, è invecchiata veramente malissimo!", e allora sarò io a ordinare un’altra ceres, che a me la ceres mi fa pure cagare oggi come fra due anni, ma a quel bar lì dove ci vedremo io e Hardla non serviranno altro che ceres e camomilla al mirtillo e prugna, infatti saremo gli unici due clienti, tanto che il gestore sarà costretto a chiudere dopo poco e ad ammettere di avere sperperato tutti i miliardi accumulati in una vita di lavoro prestigioso, ma d’altronde si era capito che non ci sapeva fare con gli affari quando aveva comprato cinquemila sottobicchieri dipinti a mano da Picasso e si era fatto ricavare il cesso del locale da uno scarto di lavorazione di Michelangelo. Povero Panchin, si divertiva di più quando stava dalla parte giusta del banco.

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a furor di popolo

Oh ma allora, sto gioco.. è finito o no? Pare che sia finito, si, qualcuno è arrivato in fondo. E dirlo? Che è una settimana che sto a girare tutti i siti di Tom Waits cercando di capire come arrivare al secondo indizio? Ma a cosa ti serve? Cosa? Girarti i siti di Tom Waits. A risolvere il gioco, no? Ma no, bastava indovinare il titolo della canzone! That feel? Ecco, quello era un pezzo dell’indirizzo del sito in cui trovare il secondo indizio. E io come faccio a capirlo? Cosa sono, un mago? Bastava guardare, c’era una strofa, punto free qualcosa, punto it. Quel qualcosa era il logo di wordpress, come potevi facilmente intuire cliccando col tasto destro sulle proprietà d.. Di stocazzo! Una settimana ci ho messo! Mi sono anche scaricato tutta la discografia, e me la sto sciurbendo tutti i giorni in macchina e a casa! E ti piace? Ma chi? Tom Waits? Mavaa! Sembra un ubriaco con la bocca piena di vetri!

Vabbè, diciamo “A furor di due o tre”, si è conclusa la prima Grande Caccia Al Tesoro Del Blog Di Spassky, ed è ora di proclamare i vincitori.

Primo classificato Hardla, che ha staccato tutti gli avversari con una celerità che ha dell’incredibile. Mentre loro si dibattevano a cercare di risolvere il primo difficilissimo rebus lui aveva già sbagliato strada e stava analizzando tutti i video di you tube girati in Bhutan, e mentre i suoi avversari arrivavano sul sito di Bhutan Times lui gironzolava per Punta Arenas, trovava le foto, cambiava pagina, rispondeva alla domandona finale e vinceva!

Secondo classificato, a sorpresa, Panchin, che con un’incredibile rimonta superava il suo diretto concorrente e mi lasciava la risposta esatta con alcune ore di anticipo.

Terzo classificato colui che per tutta la gara aveva mantenuto un buon piazzamento, Secchin. Evidentemente sulla distanza ha avuto la meglio lo scarso allenamento. Ci godo, così impara a farmi perdere al suo giochino.

Perso per strada Fry Simpson, che quando ha saputo che Hardla era più avanti di lui si è rotto le balle ed è tornato a fare le pulci alla Worldwide School of English.

Dietro Tutti gli altri, che mi hanno mandato allegramente a fare in culo appena hanno letto di cosa si trattava. Un sentito grazie anche a loro, ci vediamo sulla Grande Caccia Al Tesoro Del Blog Di Spassky 2.0!


le cose che de-test

Lecatenedisantantonio, mi stanno largamente sui coglioni. Tranne quelle che comincio io, o quelle che in realtà catenedisantantonio non sono seppure alla fine ti fanno venir voglia di comportarti come un catenadisantantonizzato, come nel caso di questo test, che ho trovato sul blog di Secchin, che ha trovato su un altro blog da una che con tutta probabilità l’ha trovato su un altro blog. Probabilmente la catena infausta si concluderà qui, solo perché questo blog non riceve sufficienti visite da bloggers facilmente plagiabili dalle idee stronze, come me, e perché quei tre o quattro che ci vengono sono già stati prima sul blog di Secchin, e se non gli è venuta voglia di imitarlo prima non credo lo faranno ora.

Il concetto è che ho preparato un test. Fatelo. Sappiatemi dire.