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cose che ho visto di recente

Tante, e neanche me le ricordo tutte, e neanche so se era poi questo di cui volevo parlare, perché stasera che ho cenato presto e non ho più niente da guardare con l’ansia di chi è stato lasciato a metà di una sparatoria, ho più che altro voglia di sentire i tastini quadrati fare quel rumore clik clik clik che non è già più il suono pulito tk tk tk che facevano appena comprato il portatile, e forse sarebbe ora di cambiarlo, ma coi miei problemi economici vi annoierò un’altra volta, stasera facciamo che vi racconto di qualche cosa che ho visto negli ultimi tempi, e se mi viene in mente altro pianto lì e cambio discorso.

L’altra sera ho visto Dredd. Che sarebbe quel film che se lo racconti a un amico va pressappoco così:

– Ieri sera ho visto un film di fantascienza su un poliziotto violento in una megalopoli del futuro.
– Ah, Robocop!
– No, in questo combatte contro le gang ferocissime.
– Eh, è Robocop.
– No, questo ha un elmetto che gli copre mezza faccia.
– Robocop.
– No, questo ha una pistolona che spara qualunque cosa ed è violentissimo.
– Anche Robocop.
– No, questo dice tre parole in tutto il film e ha la collega bionda.
– Guarda che mi stai descrivendo Robocop. È ambientato a Detroit?
– No.
– Aah! Ma allora è Dredd!

Mi sono divertito, e per tutto il film ho pensato che Stallone in fondo fa la sua figura, e che mostra anche un bel po’ di umiltà a non mostrare la faccia per tutto il film. Poi nei titoli di coda c’è scritto che sotto l’elmetto di Dredd c’è Karl Urban, che ho già sentito nominare solo perché ne ha parlato Ortolani in una sua rubrica di cinema riguardo a non so più che film. Stamattina ne ho parlato col mio collega che vive in un mondo parallelo, ve ne ho già parlato:

Il terzo personaggio ha la mia età e si chiama Atarumoroboshi. È un pazzo con due soli hobby, l’aeromodellismo e i cartoni animati porno giapponesi. Di entrambi conosce tutto, ma solo i secondi, quando te ne parla, gli fanno tremare la voce e muovere le mani come pinzette. Neanche lui, come Muttley, ha mai avuto una fidanzata, e questo lo ha portato a idealizzare la sua donna ideale in una ragazza vestita da scolaretta, con due tette come pentole a pressione Ariston formato ospedale da campo, gli occhi da manga e la possibilità di pilotarla tramite telecomando entro un raggio di due chilometri.

Gli racconto del film, della faccenda di Stallone, di questo attore che invece era uno che non conosco, e mi viene in mente Ortolani, ma non glielo dico. Lui mi risponde che sto facendo casino, il film con Stallone è un altro, questo è il remake. Stasera vado a vedere il blog di Ortolani dove parla di Karl Urban e scopro che anche lui ne parlava a proposito di questo film, e la sua recensione è anche più bella della mia.

Ormai in una locandina di film d’azione te lo scordi il cielo sereno. Sarà l’inquinamento.

Allora niente, siccome di Dredd ne ha già parlato lui provo ad accendere la stufa a pellet, non perché abbia particolarmente freddo, ma perché voglio vedere se mi fa di nuovo lo scherzo dell’Esorcista. Ah ma voi non sapete dello scherzo dell’Esorcista, devo fare un passo indietro.

Lo scherzo dell’Esorcista

Venerdì sera sono andato al cinema a Ronco, che inauguravano il proiettore nuovo. Funziona così nei piccoli paesi dell’entroterra, non avendo discoteche o teatri che iniziano la stagione non possiamo invitare una nota soubrette o un personaggio politico. A Milano per esempio sono fortunatissimi perché in entrambi i casi chiamano la Minetti a ballare sul cubo, ma noi dobbiamo arrangiarci invitando quello che c’è. È comunque andata bene, il proiettore è una roba che quello del multisala più grosso di Genova si è rotto per la vergogna, alla fine c’era anche Burlando che ha detto che doveva essere altrove, ma ha saputo che da noi nascono un sacco di funghi, e i miei amici cinematografi hanno infilato nei trailerz della prossima stagione anche il loro corto che fa il verso ad Apocalypse Now, ma in versione valligiana.

Tornando a casa, sotto una leggera pioggerella, mi godo la solitudine del paese, non c’è proprio nessuno, non passano neanche le macchine. Ad un certo punto, quasi sotto casa mia, sbuca uno con una camicia bianca parecchio estiva, le mani in tasca, e mi fa:

“Ciao, scusa, hai la macchina? Me lo dai un passaggio fino a Isola? Non ci sono più treni.”

Isola sarebbe Isola Del Cantone, il comune che confina col mio. Sono meno di dieci minuti in macchina e io non ho niente da fare, ma sticazzi, neanche provi ad introdurre il discorso, mi chiedi un passaggio come se fossi lì apposta a scarrozzare sconosciuti avanti e indietro per la valle.

“No, non ce l’ho la macchina.”
“È che piove.”
“Eh già. Per fortuna che io abito proprio qui. Ciao eh.”

Appena entro in casa c’è un caldo africano, perché nel pomeriggio ho montato il tubo insieme a un amico che fa queste cose di mestiere, oltre a vendere ferramenta che però quando gliele chiedi gli arrivano giovedì; prima di uscire per andare al cinema ho acceso la stufa per vedere se il tubo perdeva fumo, e l’ho lasciata accesa.

Niente fumo, il lavoro è stato fatto bene, che soddisf.. un momento.. che roba è quella??

Dietro alla stufa, sul pavimento, una grossa macchia rossa, un lago di sangue che cola dal tubo e si infila sotto la lavatrice. La prima cosa che penso, ovviamente, non è “si è rotta la stufa”, ma “poltergeist!”. Per essere proprio sicuro che non si tratti di un guasto vado ad affacciarmi alla finestra, certo di ritrovare il mio amico scroccone in mezzo alla strada a fissarmi negli occhi, con una strana espressione in volto.

Non c’è nessuno, la strada è sempre deserta. Allora dev’essere un guasto.

Poi niente, ho scoperto che era semplice acqua e il colore rosso era dovuto alla cenere del pellet, ma da dove sia uscita non l’ho mica capito.

Fine dello scherzo dell’Esorcista

E quindi niente, stasera provo a riaccendere la stufa e mi si riempie la cucina di fumo. Eccheccazzo, penso, e torno ad affacciarmi alla finestra.
Nessuno, come al solito, allora estraggo il tubo con la mia proverbiale cautela e ci guardo dentro.

Oh, mi ero scordato di tirare via la carta che ci abbiamo infilato durante il trasloco! A questo punto il mistero è come abbia fatto a funzionare la prima volta!

Vabbè, la prossima volta vi racconto che è finito Breaking Bad e sono tristissimo, ma non ve ne posso parlare perché sennò vi rivelo delle robe e voi che lo state guardando in italiano su AXN (esiste un canale che si chiama così? Boh?) poi mi odiate perché vi rovino la sorpresa.

Comunque Luke era suo figlio.


appunti per la cena di stasera

Ora non è che voglio trasformare questo blog in un sito di ricette, che oltretutto per quello c’è già Zuccannella, che è pure brava, anche se adesso si è messa a fare le liste di dieci, che non si fanno da dieci, si fanno da cinque, sennò non si diventerà mai come Nick Hornby, però avevo da prendere possesso del computer per cazzeggiare fino all’una e mezza, che poi devo tornare a lavorare e stasera non ci sarà verso di farlo, che la mia fidanzata ha la scimmia di facebook e se sta più di due ore senza controllare il proprio stato finisce per farsi i poke sulla faccia (li fanno ancora i poke su facebook? Ma a checcazzo servono?), e dovevo anche scrivermi degli appunti sulla cena di stasera, che cucino io come tutte le sere, anche quelle in cui non è vero che cucino, diciamo che sporco delle pentole, e sono la maggior parte delle sere, e allora per unire l’utile al dilettevole e prendere due piccioni con una fava, che poi non c’è due senza tre e la farina dell’ingegnere va tutta in crusca (questo è uno spoiler), ho pensato di scrivermi gli appunti qui sopra, così poi stasera me li leggo e faccio quello che mi è stato detto senza sbagliare e quando la mia fidanzata torna è contenta e mi premia come solo lei sa fare.

Niente di pornografico, semplicemente non mi tira la padella come ogni volta, voi non sapete quanto spendiamo all’anno di padelle, roba che mi ci potevo comprare una moto.

Allora, la ricetta è quella dell’arroz con pollo, nome esotico per definire il riso avanzato dal pranzo e tirarsela da cocinero mexicano. Si dirà cocinero? Boh, io in spagnolo so dire solo tenchiu.

Si compra un peperone, una cipolla e.. cos’altro mi ha detto? Ah già, un petto di pollo, sennò è difficile che ti venga come da ricetta.

Il riso, come ho detto, ce l’abbiamo già, già cotto e possiamo aggiungerlo dopo.

Si taglia il peperone a striscioline sottili, non quelle fettazze che ho fatto l’ultima volta, che poi ci vuole il machete, e si butta nella wok insieme alla cipolla, tagliata anche quella, ma chettelodico affare?

Se non hai la wok butta via tutto e ordina una pizza, tanto quando la tua fidanzata torna a casa e ti tira le stoviglie non corri il serio rischio di una commozione cerebrale.

Quando il peperone è cotto e la cipolla è nera e tutta attaccata al fondo della padella puoi buttarci la carne, anch’essa tagliata a striscioline. Mi viene il dubbio che si possa prima passarla nella farina e poi spruzzarla di vino bianco, ma tanto il vino non ce l’ho, facciamo che no.

Alla fine, quando la carne sarà cotta e il peperone nero e la cipolla una roba secca e scura che fa un sacco di fumo, butti il riso e lo fai saltare. Per questo ti servirà del tritolo, che disporrai strategicamente tutto intorno al fornello.

Servire caldo.


un aiutino

Mi sembra di capire due cose dai commenti al post di ieri:

  • che la caccia al tesoro è veramente difficile;
  • che ci sta giocando solo Hardla.

A questo punto le possibilità che vinca lui aumentano parecchio, e ci sarebbe da giocarsela in ricevitoria, ma questo blog non incentiva il gioco d’azzardo, casomai voleste puntare delle belle cifre facciamo vedere che vi ho venduto dei libri.
Esiste anche la possibilità neanche tanto remota che non vinca proprio nessuno, perché per un po’ ci provi, ma se non ne vieni a capo la vita è troppo breve per sprecarla a scornarsi sugli indovinelli, così ho deciso di venirvi incontro e semplificarvi la vita.

Però poco.

Insomma, mi limiterò a dividervi il gioco per punti, così potrete indicarmi quali avete risolto e dove siete rimasti bloccati, e potrò stilare una classifica in tempo reale.

Allora, per risolvere la caccia al tesoro dovete:

  1. Scoprire quale link fra quelli contenuti nella colonna del blog porta al post di cui parlo nel video;
  2. Scoprire quale dei 70 commenti fa riferimento a un disco;
  3. Scoprire il titolo del disco;
  4. Scoprire qual è la traccia n°4;
  5. Scoprire di chi parla;
  6. Trovare l’attrice omonima della persona di cui sopra;
  7. Trovare l’altra attrice che si chiama come il ballo che muovi le mani;
  8. Scoprire che film ha fatto che si ispira a uno scrittore;
  9. Scoprire dove ha vissuto lo scrittore;
  10. Andarci;
  11. Trovare il municipio;
  12. Seguire le indicazioni fino al ristorante;
  13. Scoprire quanto costa il piatto indicato nel video.

Tutto lì. Vabbè, poi c’è il secondo indizio, ma una volta che avete risolto questo sarete talmente proiettati verso la vittoria da non aver più bisogno di aiuto.

Se volete chiedermi qualcosa cercate di non rivelare niente nei commenti che possa aiutare altri giocatori, magari uno preferisce arrivarci con le sue forze.

Aribuonacaccia!


Le pablog au cinèma: The Book Of Eli hits The Road

bannerAttenzione, questa recensione contiene degli spoiler, che non sono le robe che i tamarri si attaccano alla fiatpunto per farla sembrare più aerodinamica, ma delle rivelazioni sulla trama del film che quando le hai lette non te le dimentichi più e ti rovinano la sorpresa del film, a meno che non te le fai rimuovere chirurgicamente tramite una delicata operazione che consiste nel farsi tirare via il cervello, metterlo in candeggina per mezza giornata e poi reinserirlo nell'apposito scomparto stando attenti a ricollegare bene tutti i fili sennò succede un casino e ti ritrovi a non sapere più che film volevi vedere e finisci col trovarti seduto in un multisala davanti a Massimo Boldi che ripete “Me la ciula me la ciula!”. Giuro, a un mio amico è successo.
Un futuro imprecisato. L'umanità è stata decimata da una guerra che ha lasciato solo macerie, desolazione e polvere. I pochi superstiti che non sono regrediti a barbari cercano di sopravvivere in un mondo in cui vige la legge della violenza. Il cannibalismo è una pratica diffusa, non esiste più l'istruzione, non esiste il denaro, e il commercio è regolato dal baratto. I film sono girati con un largo uso di filtri grigi.
Un uomo con gli occhiali da sole e lo zaino in spalla cammina su quella che doveva essere una strada, intorno a lui pochi edifici a pezzi, qualche cadavere su cui si avventano uccelli scheletrici.
Non conosciamo il suo nome, né la sua storia. Combatte come un ninja, ascolta musica da una specie di ipod e legge la bibbia, ma a parte questo.. Lo vediamo mangiare gatti randagi, quindi forse è vicentino.
Arriva in una cittadina e scopriamo che è per strada da trent'anni, sta andando a ovest ed è in missione per conto di Dio: forse per quello indossa sempre gli occhiali da sole. Non deve rifondare la band per salvare l'orfanotrofio, deve portare una Bibbia in un posto, ma la difficoltà è uguale, perché per ovest non ci sono più treni.
L'altra difficoltà è che il sindaco della cittadina è Dracula, e sta cercando la Bibbia perché così potrà comandare le persone, perché se hai la Bibbia la gente ti ascolta.
Eh?
A parte che la gente ti ascolta già, che se non ti ascolta la spari senza tante storie, ma che razza di sceneggiatura è?
Proprio a quel punto arriva Aragorn, che sta andando a sud perché gliel'ha detto sua moglie che è anche la moglie dell'astronauta, e si porta dietro suo figlio al quale continua a ripetere che presto moriranno per farlo smettere di fare i capricci.
“Non voglio mangiare la minestra!”
“Non è minestra, sono frattaglie di topo in acqua torbida, ma non importa se le mangi o no, perché tanto fra poco moriremo.”
“Vabbè, magari le assaggio.”
Dracula gli chiede perché ha quella faccia così triste, e Aragorn risponde che il suo film è drammatico in un modo angosciante, altro che questi preconfezionati hollywoodiani che alla fine sono western, ma senza cavalli.
“Si, vabbè, ma ce l'hai una Bibbia?”
“No, l'ultima se l'è presa Malcolm X senza spiegare dove né come”
“Dice che l'ha guidato una voce nella testa”
“See, una voce.. L'ha guidato una bottiglia!”
“Hahaha! 'Piombare qui con queste storie di maghi e indovini!' Che gran film!”
“E quando gli dice 'Di che segno è?' e i re magi rispondono 'Capricorno' e allora gli chiede 'E che tipi sono?' e loro..”
“..e loro rispondono 'Ma lui è il re dei giudei!' e lei fa 'Lo sono tutti i capricorni?'”
“Hahahaha! Stupendo!”
“Eeh non ne fanno più film così..”
“Più che altro non ne fanno più film, è sparita la civiltà e le persone si mangiano fra di loro”
“Eh già..”
“…”
“…”
“Beh, io andrei, che fino a sud è un sacco di strada..”
“Si, giusto, scusa.. Senti, non è che ce l'hai la Bibbia, vero?”
“Ma ti dico di no!”
“Scusa eh, ma qui nessuno ti racconta la verità, ti dicono di no poi gli spari in faccia e quando frughi nel cadavere scopri che ce l'avevano nascosta sotto la giacca. Mi fanno venire un nervoso, guarda..”
“A chi lo dici. Come quando ti invitano a casa loro e poi cercano di mangiarti!”
“Uh, non me ne parlare!”
“Vabbè, allora ciao eh?”
“Ciao, salutami tuo figlio.”
“Non mancherò”
Poi Aragorn se ne va verso sud e gli succedono delle robe tipo uno che gli spara dalla finestra, ma intanto Malcolm X è andato a farsi ricaricare l'ipod da Tom Waits, poi ha sbudellato un sacco di gente e ha conosciuto una che vorrebbe essere Lara Croft, ma non ha le sue tette.
Dracula fa arrestare Malcolm X, ma quello scappa, poi lo fa sparare da un sacco di persone, ma quello non si ferisce neanche, poi lo insegue nella prateria desolata e c'è una sparatoria pazzesca con la telecamera che fa avanti e indietro in una specie di piano sequenza che passa attraverso i muri come i proiettili, poi c'è il colpo di scena finale e alla fine c'è anche Lara Croft.
Lo spoiler è che Aragorn muore.